Il rilancio della siderurgia italiana passa dai forni elettrici. Mentre cresce l’attenzione europea verso la transizione ecologica, anche le acciaierie del Paese si preparano a una rivoluzione tecnologica senza precedenti. Da Nord a Sud si moltiplicano i progetti di riconversione e ampliamento: tra i più rilevanti, quello del gruppo Metinvest di Piombino e il nuovo impianto da 350 milioni annunciato da Danieli per la controllata Abs.
La mappa dei nuovi impianti
L’Italia si conferma una delle realtà più dinamiche del continente. Dopo anni di stallo, tornano a muoversi anche storici stabilimenti come quelli di Cividale del Friuli. In parallelo, il gruppo Metinvest lavora a un piano da 300 milioni per rilanciare Piombino, mentre Danieli punta su un nuovo forno ad alta efficienza energetica che sarà operativo entro il 2027. L’obiettivo è ridurre le emissioni e abbattere i costi energetici, in linea con i target europei di decarbonizzazione.
Rottame ed energia: il nodo delle risorse
A spingere verso il forno elettrico è la necessità di una produzione più sostenibile, ma non mancano le criticità. Antonio Gozzi, presidente di Federacciai, avverte del rischio di uno “squilibrio per le risorse come rottame ed energia”. Il mercato italiano, fortemente legato all’import di materie prime, rischia infatti di subire la concorrenza dei colossi esteri e delle politiche protezionistiche.
Il ruolo strategico delle imprese italiane
Nonostante le difficoltà, le aziende del settore si mostrano determinate. Gruppi come Acciaierie d’Italia, Acciaieria Arvedi e Marcegaglia stanno investendo su nuove tecnologie e processi digitalizzati per aumentare la competitività. A Piombino, la sfida è far ripartire un polo siderurgico fermo da anni, mentre in Friuli il progetto di Danieli mira a creare un modello di produzione circolare basato su energia rinnovabile e recupero dei materiali.
Un settore in cerca di equilibrio
Secondo le ultime stime di Federacciai, l’Italia ha registrato una flessione della produzione di acciaio grezzo del 3,7% nel primo semestre del 2025. Ma gli investimenti in corso potrebbero invertire la tendenza già nel medio periodo, favorendo una crescita più stabile e sostenibile. I nuovi impianti elettrici, meno energivori e più flessibili, rappresentano la chiave per riportare l’acciaio italiano ai vertici europei.
Verso un futuro a basse emissioni
Il nuovo forno di Abs, progettato per 730 mila tonnellate annue, sarà un tassello decisivo nel percorso di decarbonizzazione della filiera. L’impianto, previsto in funzione entro la fine del 2027, permetterà di raggiungere l’equilibrio di bilancio energetico e ridurre sensibilmente l’impatto ambientale. È la prova che la siderurgia italiana non intende restare indietro: innovazione, sostenibilità e visione industriale tornano finalmente a fondersi in un’unica direzione.





