Agenzie di rating promuovono l’Italia: quali benefici comporta l’upgrade

Dopo S&P anche Fitch alza il rating dell’Italia, attesi nuovi giudizi entro novembre

Dopo che ad aprile Standard & Poor’s aveva alzato il rating da BBB a BBB+ con Outlook stabile, una nuova “promozione” per l’Italia è arrivata da Fitch. Anche l’agenzia di rating americana ha portato il giudizio a BBB+ con Outlook stabile. 

Il giudizio di Fitch

L’innalzamento del rating, spiega Fitch, è dovuto a una “maggiore fiducia nella traiettoria di bilancio dell’Italia sostenuta da una crescente prudenza fiscale e da un forte impegno a raggiungere gli obiettivi previsti a breve e medio termine del nuovo quadro di bilancio dell’Ue” unita a un “contesto politico stabile, il continuo slancio riformatore e la riduzione degli squilibri esterni migliorano ulteriormente gli indicatori di credito dell’Italia”. Fattori, secondo gli analisti, che “attenuano i rischi derivanti dal debito pubblico ancora elevato e dalle crescenti sfide esterne”. Il debito italiano “è diminuito di oltre 20 punti percentuali nel periodo 2020-2024, tornando ai livelli pre-pandemici più rapidamente del previsto (e in contrasto con molti altri paesi dell’eurozona)” nota Fitch, prevedendo che “aumenterà modestamente dal 135,3% del Pil nel 2024 al 137,5% nel 2026, riflettendo gli aggiustamenti legati principalmente al regime di superbonus. Il rapporto debito/PIL inizierà a diminuire di circa 1 punto percentuale all’anno (al 134% entro il 2030) con il graduale dissiparsi di questi effetti, riflettendo avanzi primari sostenuti e una modesta crescita nominale (prossima al 3%)”. “È la conferma che il percorso del nostro governo è quello giusto. Conti in ordine, responsabilità nelle scelte di bilancio, l’economia che si rafforza grazie all’aumento dell’occupazione: questi non sono slogan, ma risultati concreti”, ha commentato la premier Giorgia Meloni. 

I prossimi “esami” e il caso Francia

Da qui a novembre sono attese altre valutazioni, per completare il quadro delle analisi d’autunno delle agenzie di rating: tra le altre il 10 ottobre arriverà la valutazione di S&P Global (attualmente BBB+ con outlook stabile); il 17 la decisione di DBRS Morningstar (BBB alto con outlook positivo) e il 21 novembre il giudizio di Moody’s (Baa3 con outlook positivo). Mentre la valutazione italiana cresce, diminuisce la fiducia delle agenzie per la Francia, tra i principali benchmark per il nostro Paese. Complice il lungo periodo di instabilità politica e la crisi economica, infatti, Fitch ha tagliato il rating di Parigi da A+ ad AA- e anche Dbrs ha ridotto la valutazione da AA (alto) ad AA. 

Cosa comporta l’innalzamento del rating

Il rating delle agenzie internazionali è sostanzialmente un giudizio, basato su diversi fattori, della tenuta politica ed economica di un Paese. È un “messaggio” ai potenziali investitori e ai mercati, che chiedono indicazioni sulla stabilità e l’affidabilità di un sistema per poter indirizzare le proprie strategie. Per lo Stato significa la possibilità di collocare titoli a interessi più bassi e dunque di liberare risorse da spendere per servizi e sostegno alle famiglie e alle imprese. La domanda di Btp, che nelle varie aste continua a essere sostenuta, è una conferma del buon momento del Paese. Per le aziende, che si finanziano sui mercati, un miglior rating comporta la possibilità di reperire più facilmente finanziamenti. Inoltre è una garanzia per eventuali investitori internazionali, che possono “scommettere” su un sistema che dà garanzie per operazioni di medio lungo periodo. Non è un caso che, nel 2024, gli investimenti diretti in Italia sono cresciuti del 5% con 224 progetti, in controtendenza rispetto agli altri Stati dell’area euro, in particolare in settori come tecnologia, consumer e servizi B2B. 

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