A Bruxelles si apre oggi il Consiglio Affari Generali, chiamato a discutere il prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034. A rappresentare l’Italia è il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, che da mesi prepara il terreno per questa partita cruciale per imprese, territori e competitività del Paese.
Bilancio Ue tra geopolitica e competitività
La presidenza danese, con la ministra Marie Bjerre, ha ricordato che l’Europa si trova in un passaggio storico segnato da pressioni geopolitiche, rallentamento della competitività e nuove esigenze di sicurezza energetica e alimentare. Serve un bilancio in grado di sostenere innovazione, filiere strategiche e autonomia economica.
Una direzione che Foti aveva già indicato nei mesi scorsi. Lo scorso luglio, intervenendo al Consiglio Affari Generali, aveva dichiarato: «Difendere agricoltura, imprese e territori significa difendere il futuro dell’Europa. Non possiamo permetterci di sbagliare direzione». In quell’occasione aveva espresso dubbi sulla complessità del pacchetto europeo e sull’impianto dei “piani Paese”, ritenuti troppo frammentati.
La posizione italiana costruita nei mesi: più coesione e più sostegno alle filiere produttive
Il confronto di oggi arriva dopo un lungo lavoro preparatorio. A giugno, durante la riunione del Comitato interministeriale per gli Affari europei, Foti aveva definito «priorità condivise» le linee italiane sul nuovo bilancio, affermando che «L’Italia farà sentire con determinazione la propria voce». Le priorità indicate allora – competitività, coesione e difesa delle politiche agricole – tornano oggi al centro del confronto europeo.
Il ministro aveva più volte collegato il bilancio Ue alla tutela del modello economico italiano, sottolineando in un’intervista di ottobre che «la politica di coesione e l’agricoltura restano pilastri irrinunciabili» e che il bilancio europeo «non è un semplice esercizio contabile», ma uno strumento per rafforzare filiere strategiche e autonomia industriale dell’Unione.
Verso il vertice di dicembre: Ucraina e asset russi congelati
Il Consiglio prepara il terreno al vertice europeo di dicembre, che metterà al centro il sostegno finanziario all’Ucraina e l’eventuale utilizzo degli asset russi congelati. Un tema che incrocia sicurezza, geopolitica e investimenti europei.
Sul ruolo dell’Italia, Foti aveva osservato nei mesi scorsi che «Dal bilancio dipende la nostra credibilità in Europa e sui mercati: soffriamo oggi per poi sorridere domani», richiamando la necessità di un quadro finanziario stabile.
Allargamento e responsabilità europee
In agenda anche l’avanzamento del processo di allargamento. L’Italia ha ribadito più volte il proprio sostegno a un allargamento basato su riforme solide e rispetto dei principi fondamentali. Foti lo aveva definito «uno dei pilastri della politica europea dell’Italia», sottolineando il valore strategico del percorso di adesione dei Paesi candidati.
Stato di diritto e coesione interna
Nell’ambito del dialogo annuale sullo Stato di diritto, i ministri discuteranno i casi di Bulgaria, Repubblica Ceca, Irlanda e Germania. Un appuntamento utile a rafforzare la coesione interna dell’Unione in un contesto di crescenti tensioni politiche.
Il contributo italiano: un bilancio che sostenga imprese, territori e Made in Italy
L’Italia arriva a questo Consiglio con una posizione chiara: difendere le politiche che generano coesione, sostegno alle PMI e sviluppo delle filiere produttive, preservando settori centrali per il Paese come agricoltura, manifattura e Made in Italy. Una linea coerente con quanto Foti ripete da mesi: il bilancio europeo deve essere una leva per far crescere l’Europa senza sacrificare gli asset strategici che rendono competitivo il sistema produttivo italiano.
Una partita decisiva, che oggi entra nel vivo.





