Allarme Confcommercio: mancano 260 mila lavoratori. Le ragioni di un problema strutturale

Allarme Confcommercio

Cresce la voglia di vacanza, che potrebbe spingere i consumi, ma nel settore terziario è allarme per la mancanza di forza lavoro: quasi 260 mila unità. E’ quanto emerge dalla ricerca Confcommercio-Censis, elaborata in occasione dell’assemblea annuale dell’associazione dei commercianti. 

Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, nel 2025, i settori del commercio, della ristorazione e dell`alloggio non riusciranno a trovare circa 260mila lavoratori. Un dato in crescita rispetto al 2024 (+4%) che rappresenta una vera e propria emergenza perché rischia di frenare la crescita economica  e del prodotto lordo dell’intero sistema economico italiano. Tra le figure professionali più difficili da reperire ci sono commessi professionali, macellai, gastronomi, camerieri di sala, barman, cuochi/pizzaioli, gelatai, camerieri, addetti alla pulizia e al riassetto delle camere. 

Il problema (strutturale) del mismatch domanda-offerta

Il mismatch tra domanda e offerta del lavoro, del resto, non è una novità ma un problema strutturale dell’Italia, fin qui mai risolto. Secondo un recentissimo studio di Unioncamere, nel trimestre maggio-giugno sono quasi 1,7 milioni le assunzioni (a vario titolo) previste ma in quasi metà dei casi (47%) c’è difficoltà a trovare i profili richiesti. Questo per un deficit di competenze rispetto alle effettive necessità di mercato, oltre a una limitata propensione alla mobilità e a forme contrattuali non sempre allettanti. “E’ chiaro – è l’allarme lanciato dal presidente di Confcommercio Carlo Sangalli – che colmare la distanza tra domanda e offerta di lavoro non è solo urgente, è fondamentale per la crescita del Paese. Bisogna agire su quattro fondamentali assi d’intervento: demografia e politiche per la famiglia; cura delle competenze; valenza erga omnes della contrattazione collettiva realmente rappresentativa; programmazione di adeguati flussi di lavoratori immigrati”. 

Crescono pessimisti ma c’è voglia di vacanze: verso estate record

Per quanto riguarda l’andamento dell’economia, secondo Confcommercio-Censis cresce la quantità di pessimisti rispetto a un anno fa: tra le famiglie italiane prevalgono le preoccupazioni attuali legate alla salute (24,9%) e alla sfera economica, con la paura di non disporre di adeguate risorse (23,9%). Ciò nonostante cresce la voglia di vacanza. Il 37,7% prevede di organizzare una vacanza in estate, con un ritorno al livello pre-covid. E questo – secondo Confcommercio – “è di buon auspicio per la spesa delle famiglie nel complesso. Ci sono buone possibilità di replicare i livelli di presenze turistiche record dello scorso anno o, addirittura, superarli”.

L’ottimismo del Governo 

“Nel primo trimestre di quest’anno – ha rivendicato in un messaggio la presidente del Consiglio Giorgia Meloni – il Pil è cresciuto dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,7% rispetto al primo trimestre del 2024, facendo meglio di Francia e Germania. L’economia sta sostanzialmente dimostrando la sua solidità e la sua resilienza, anche e soprattutto sul fronte dell’occupazione. L’obiettivo del governo”, ha assicurato, è creare “un ambiente favorevole per chi vuole investire in Italia, e allo stesso tempo siamo impegnati per aiutare le nostre aziende a rafforzare l’export e la loro presenza sui mercati internazionali”.

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