Rifinanziamento per il credito d’imposta Zes, che viene portato a 2,3 miliardi, e per la Nuova Sabatini a sostegno degli investimenti, sospensione della plastic e sugar tax fino al termine del 2026, superammortamento degli investimenti per 4 miliardi di euro, con l’obiettivo di incrementare le risorse, se sarà possibile, nel percorso parlamentare. Questi i principali provvedimenti per le imprese contenuti nella manovra, approvata dal governo venerdì 17.
Una legge di bilancio da 18,7 miliardi “seria ed equilibrata”, secondo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Il contributo del settore finanziario
Per la copertura degli interventi arriverà il “contributo” chiesto al settore bancario-assicurativo, con un vertice di maggioranza che ha trovato la quadra superando le resistenze di Forza Italia. “Non temo un contraccolpo per quanto riguarda il sistema creditizio-assicurativo: il mio intento non era punitivo”, ha assicurato la premier mentre per il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti l’impatto delle misure sarà “assolutamente sopportabile”.
Gli 11 miliardi in tre anni che arriveranno dal banche ed assicurazioni nel triennio sono determinati da un mix di interventi di carattere strutturale e di carattere congiunturale. Giorgetti ha spiegato che si tratta in particolare della possibilità di liberare le riserve, circa 6,2 miliardi, accantonate con la tassa sugli extraprofitti di due anni fa ad un’aliquota ridotta rispetto al 40% previsto. Poi ci sono l’aumento di due punti dell’Irap, un nuovo regime sulla deducibilità dei crediti dubbi che viene spalmata su più esercizi, ed una limitazione al riporto fiscale delle perdite.
Taglio dell’Irpef e sostegno alle famiglie
Sul fronte delle tasse, la manovra prevede la riduzione dell’aliquota Irpef per i redditi tra 28 e 50 mila euro dal 35% al 33%, misura che costa circa 2,8 miliardi di euro l’anno nel triennio 2026-28. Alla famiglia – ha detto Meloni – vengono destinati 1,6 miliardi di euro in più: aumenta da 40 a 60 euro al mese il bonus mamme lavoratrici ed arriva anche il rifinanziamento della carta “Dedicata a te” per l’acquisto di beni di prima necessità con 500 milioni. Esclusa dal calcolo dell’Isee la prima casa con un limite del valore catastale.
Rottamazione delle cartelle
Sempre per quanto riguarda il fisco, arriva la rottamazione delle cartelle fino a tutto il 2023 in 9 anni e 108 rate di pari importo con i soli interessi e senza sanzioni. La misura riguarderà solo chi ha dichiarato e poi non ha versato quanto dovuto. Per ora, ha precisato Giorgetti, non è prevista una rata minima.
Lavoro e contratti
Per quanto riguarda i salari, il governo interviene con un incentivo ai rinnovi contrattuali per i redditi fino a 28mila euro. Sulla parte di incremento si applica una aliquota del 5%, sia per i rinnovi del 2026 sia per quelli già avvenuti nel 2025. Viene ridotta dal 5 all’1% la tassazione dei premi di produttività elevando la soglia dei premi soggetti ad aliquota sostitutiva da 3 a 5 mila euro. Detassate le componenti del salario dei turni notturni e festivi. È previsto un fondo per il rinnovo dei contratti per il pubblico impiego.
Coperture e nuove entrate
Tra le misure per garantire le coperture della manovra ci sarà un’accelerazione dell’aumento delle accise del gasolio per allinearle a quelle della benzina ed un aumento del prezzo delle sigarette.
Reazioni del mondo produttivo
Dal mondo delle imprese, a un primo esame, arriva un giudizio in chiaro-scuro. Confcommercio, pur apprezzando le misure che riguardano il sostegno ai redditi e alle famiglie, chiede un intervento più incisivo sui consumi e sulla crescita, mentre Confartigianato si dice soddisfatta per il mantenimento dei bonus edilizi. Per Confindustria, sono apprezzabili le parole della premier Meloni, “quelle con cui – ha commentato il presidente Emanuele Orsini – ha messo al centro in questa legge di Bilancio le imprese e l’industria”.





