Tracciabilità completa, dal campo alla tavola. E’ questa la chiave vincente per contrastare contraffazione e Italian sounding (che “costano” oltre 40 miliardi all’anno) conquistando la fiducia dei consumatori. La tecnologia, in continua evoluzione, offre infatti gli strumenti per certificare l’intera filiera, un plus fondamentale in un mercato globale che vede i consumatori sempre più attenti alla qualità, alla sicurezza e alla sostenibilità.
La blockchain
La blockchain (catena di blocchi) è un’infrastruttura tecnologica che vede un database condiviso, decentralizzato e immutabile. I dati sono organizzati in “blocchi” concatenati temporalmente tramite crittografia. Dunque non richiede intermediari centrali ed è inviolabile, tanto che una delle sue principali applicazioni riguarda le criptovalute. Nell’agroalimentare, utilizzando la blockchain, ogni passaggio lungo la filiera può essere condiviso e concatenato con i precedenti e i successivi, fornendo quindi tutti i dati sulla vita di un prodotto. Al consumatore finale non resta che scansionare un codice QR su una confezione o una bottiglia per conoscere l’intera storia del prodotto.
Lo smart packaging
Per questo motivo anche il packaging si sta rivoluzionando. Il contenitore oggi è in grado di “parlare”. Lo Smart Packaging include sensori che cambiano colore se la catena del freddo è stata interrotta o se l’alimento al suo interno sta iniziando a deperire. Le tecnologie di Atmosfera Protettiva (MAP), che sostituiscono l’ossigeno con miscele di gas inerti, permettono di mantenere la freschezza di insalate e carni per giorni senza l’uso di conservanti chimici aggressivi, riducendo drasticamente lo spreco domestico. Inoltre lo smart packaging può fornire informazioni preziose anche ai produttori e agli operatori commerciali, per ottimizzare la produzione e la distribuzione, riducendo i costi.
Il passaporto digitale
Un vero e proprio passaporto digitale è quello sperimentato grazie a una partnership tra Poligrafico e Zecca dello Stato, CSQA Certificazioni e Fondazione Qualivita. Il Passaporto Digitale dei prodotti DOP e IGP è una soluzione che, sul modello della tracciabilità dei vini, prevede un contrassegno personalizzato con una grafica che evoca la specificità del prodotto e realizzata con elementi di sicurezza riconducibili alla stampa di carte per banconote. Il contrassegno è collegato a tutto il patrimonio informativo messo a disposizione dall’ente certificatore, dai produttori e da tutti gli operatori coinvolti e può essere interrogato tramite l’app Trust your Food, la quale permette, inoltre, il contatto diretto produttore-consumatore e la consultazione di approfondimenti a valore aggiunto sul prodotto stesso.
Tecnologia antispreco
La tecnologia alimentare è anche un’arma contro lo spreco alimentare. Applicazioni diverse utilizzano la geolocalizzazione per connettere i cittadini con i negozi che hanno eccedenze a fine giornata. Parallelamente, piattaforme di Food Service ottimizzano i percorsi di consegna per ridurre le emissioni di CO2, integrando l’intelligenza artificiale per prevedere i picchi di domanda e minimizzare gli avanzi nei laboratori di produzione e nelle cucine.
Inoltre già oggi il Food Tech è una realtà: app di nutrizione dialogano con gli smartwatch e – talvolta – gli elettrodomestici per suggerire cosa mangiare in base all’attività fisica svolta. In un futuro prossimo, la nutrigenetica permetterà di elaborare piani alimentari basati sul nostro DNA, grazie a test domestici rapidi e analisi dei dati, trasformando il cibo in una medicina preventiva su misura.
Sì ma quanto costa?
Investire nella tecnologia è sicuramente una buona mossa e ci sono vari strumenti per cofinanziare la spesa. Innanzitutto Agricoltura 4.0 e Transizione 5.0 prevedono un credito d’imposta (fino al 40% a seconda dello scaglione di spesa) per gli investimenti in beni immateriali (software, sistemi di tracciabilità IoT e piattaforme cloud basate su blockchain). L’investimento deve essere interconnesso ai sistemi di gestione aziendale per l’ottimizzazione della catena di fornitura.
Ci sono poi i bandi europei Agriculture of Data, focalizzato sull’uso di tecnologie digitali avanzate, big data e soluzioni basate sui dati, e Horizon Europe, che finanzia progetti di cooperazione internazionale mirati alla sicurezza dei dati e all’interoperabilità delle piattaforme lungo le filiere alimentari.
Il Centro Nazionale per le Tecnologie in Agricoltura (Agritech Center) pubblica periodicamente bandi a cascata rivolti alle PMI del settore agroalimentare per promuovere il trasferimento tecnologico. L’introduzione della blockchain per certificare i dati di sostenibilità e tracciabilità rientra pienamente tra le linee di finanziamento per l’agricoltura di precisione e la valorizzazione dei prodotti tipici.
Ogni singola Regione gestisce, infine, attraverso i Complementi regionali per lo Sviluppo Rurale (CSR) legati alla PAC, misure dedicate alla cooperazione e ai progetti pilota.





