La parola blockchain è diventata conosciuta al grande pubblico collegata al boom delle criptovalute, ma complice anche l’atmosfera di diffidenza legata a Bitcoin&Co è rimasta a lungo in un ambito limitato a pochi specialisti. E invece la tecnologia blockchain può essere un alleato prezioso per la tutela del Made in Italy dalle contraffazioni e dall’italian sounding, tanto che la legge sul Made in Italy, recentemente approvata, la prevede come mezzo di certificazione delle filiere.
Cos’è la tecnologia blockchain
Letteralmente “catena di blocchi”, la blockchain è composta da una rete informatica di nodi, cioè di computer e server che hanno una copia del registro, in cui le informazioni vengono gestite, aggiornate, verificate e “certificate”. Il tutto in maniera aperta, condivisa tra i diversi nodi e senza un’entità centrale. I blocchi possono essere aggiunti al database e non modificati e questo garantisce la tracciabilità di ogni operazione successiva. Nell’attuale economia di processo, questa tecnologia consente, in modo aperto, la gestione del dato. Oltre a garantire la filiera, tramite l’integrazione di QR code e SmartTag i consumatori possono avere accesso a tutte le informazioni sulla provenienza e la qualità degli articoli.
I big del lusso si sono già mossi da tempo
Tra i più interessati alla sicurezza offerta dalla blockchain ci sono i grandi marchi della moda, costantemente alle prese con il fenomeno dei falsi. Per questo, nel 2021, Lvmh, Prada Group, Cartier, parte di Richemont, e OTB Group hanno creato Aura Blockchain Consortium, soggetto no profit che lavora sulle nuove tecnologie, compresa l’Intelligenza artificiale, per offrire garanzie ai consumatori. Grazie ai progetti di blockchain sviluppati, tramite un passaporto digitale consultabile da smartphone, non solo viene garantita la qualità del prodotto fino all’acquisto, ma anche dopo, ad esempio aggiornando il registro con successive riparazioni od offrendo al cliente servizi aggiuntivi, come la possibilità di un’assicurazione.
Il servizio TrackIT blockchain per le Pmi
La sfida adesso è far diventare la blockchain alla portata di tutti. Per questo, tra le altre cose, l’agenzia per l’internazionalizzazione ICE ha creato un servizio con cui intende supportare le piccole e medie imprese che vogliono aprirsi all’estero, tracciandone la filiera produttiva e di fatto certificandone l’autenticità e la specificità. TrackIT blockchain è gratuito per 18 mesi, senza obbligo di rinnovo. Le aziende (attive nei settori agroalimentare, moda, cosmetica e arredamento/design) possono scegliere uno tra gli otto partner tecnologici specializzati per implementare il tracciamento blockchain dei loro prodotti e beneficiare del supporto completo di ICE per ampliarne la visibilità sui mercati internazionali, attraverso una vetrina digitale. I requisiti richiesti sono possedere marchi associati all’italianità; essere iscritte alla Camera di Commercio da almeno 3 anni; aver instaurato flussi regolari di export verso almeno 2 mercati internazionali. Le iscrizioni al progetto, tramite portale ICE chiuderanno il 31 dicembre prossimo.





