Un servizio del Tg1 ha recentemente riacceso i riflettori su un problema dilagante che minaccia tanto i consumatori quanto i produttori onesti: la contraffazione del cibo “Made in Italy”. Olio d’oliva, vino e pasta fresca sono tra i prodotti più a rischio, spesso spacciati per italiani pur essendo realizzati con materie prime di dubbia provenienza.
Il fenomeno, noto anche come “Italian Sounding”, sfrutta nomi, immagini e marchi che evocano l’Italia per vendere prodotti che di italiano hanno ben poco. Questo non solo inganna chi acquista, convinto di portare a tavola l’eccellenza del nostro patrimonio agroalimentare, ma rappresenta anche un danno economico enorme per il nostro Paese, con un giro d’affari illecito stimato in miliardi di euro.
I campioni della contraffazione: olio, vino e pasta
La frode assume diverse forme a seconda del prodotto. Nel caso dell’olio extra vergine d’oliva, non è raro che oli di semi di qualità inferiore vengano miscelati, colorati con clorofilla e venduti come pregiato olio italiano. Queste miscele, oltre a non possedere le proprietà organolettiche e salutari dell’autentico extra vergine, possono rappresentare un rischio per la salute.
Anche il vino, simbolo del convivio italiano, non è immune dalle truffe. Le pratiche illecite vanno dall’utilizzo di uve di scarsa qualità o di provenienza estera per produrre vini venduti con denominazioni italiane prestigiose, fino all’aggiunta di zuccheri e aromi artificiali per mascherare i difetti.
La pasta fresca, infine, viene spesso prodotta con semole di grano duro provenienti da paesi extra-europei, ma etichettata e venduta come 100% italiana, ingannando il consumatore sulla reale origine dell’ingrediente principale.
Come difendersi dalle truffe a tavola
Difendersi da queste frodi è possibile, prestando attenzione ad alcuni elementi chiave al momento dell’acquisto. Ecco alcuni consigli pratici:
- Leggere attentamente l’etichetta: È il primo strumento di difesa. Verificare sempre l’origine delle materie prime, che per legge deve essere indicata. Diffidare di etichette poco chiare o con informazioni generiche.
- Cercare i marchi di qualità: I prodotti a Denominazione di Origine Protetta (DOP), Indicazione Geografica Protetta (IGP) e Specialità Tradizionale Garantita (STG) sono sottoposti a rigidi disciplinari di produzione che ne garantiscono l’autenticità e la provenienza.
- Valutare il prezzo: Un prezzo eccessivamente basso rispetto alla media del mercato dovrebbe far scattare un campanello d’allarme. La qualità e l’autenticità hanno un costo.
- Scegliere canali di vendita affidabili: Preferire l’acquisto diretto dai produttori, nei mercati contadini o in negozi di fiducia può ridurre il rischio di incappare in prodotti contraffatti.
- Utilizzare la tecnologia: Esistono applicazioni per smartphone che, scansionando il codice a barre del prodotto, forniscono informazioni dettagliate sulla sua tracciabilità e autenticità.
La vigilanza da parte dei consumatori, unita all’azione delle forze dell’ordine e degli organi di controllo, è fondamentale per tutelare il vero Made in Italy, un patrimonio di gusto, cultura e qualità che tutto il mondo ci invidia.





