Dalla Campania al cielo: l’aereo più grande del mondo è made in Sud

Wind runner aereo

https://radia.com/windrunnerL’industria campana entra nella storia dell’aeronautica con un progetto destinato a ridefinire il trasporto aereo su scala globale. Le aziende della filiera aerospaziale regionale parteciperanno infatti alla costruzione del WindRunner, il cargo più grande mai realizzato, sviluppato dalla statunitense Radia Inc. La notizia è stata ufficializzata a Napoli, durante il Suppliers Meeting ospitato nella sede del Distretto Aerospaziale della Campania (DAC), che riunisce 32 grandi imprese, 123 PMI e 15 tra università e centri di ricerca del territorio.

Un gigante dei cieli per la transizione verde

Il WindRunner avrà una lunghezza di 108 metri, un’apertura alare di 80 metri e una capacità di carico dodici volte superiore a quella di un Boeing 747F. Nato per trasportare pale eoliche fino a 105 metri di lunghezza, consentirà di installare turbine anche in aree remote, dove oggi le infrastrutture non permettono il trasporto via terra. Un aereo concepito dunque non solo come impresa ingegneristica, ma come strumento per accelerare la transizione energetica globale.

Il ruolo della Campania

«Costruire un aereo di queste dimensioni pone traguardi tecnologici che richiedono un sistema d’eccellenza, fatto di imprese, ricerca e formazione» ha spiegato Luigi Carrino, presidente del DAC. Radia Inc. ha scelto la Campania proprio per la densità di competenze uniche nel campo della navigazione commerciale, del software e dell’ingegneria avanzata. «Qui – ha confermato Giuseppe Giordo, presidente e AD di Radia Italia – esistono produzioni che non si trovano altrove: la collaborazione con le imprese campane darà valore aggiunto anche ai nostri colleghi americani».

Una filiera ad alta tecnologia

L’Italia peserà per il 60% dell’intera fase industriale del progetto, e Campania e Puglia saranno i principali poli produttivi. Nei siti italiani verranno realizzati la fusoliera, il carrello d’atterraggio e l’intero montaggio finale. Si tratta di un’occasione storica per consolidare una filiera aerospaziale che già oggi impiega oltre 30 mila addetti e genera un fatturato di circa 4 miliardi di euro annui.

Le prossime tappe

Il cronoprogramma di Radia Inc. è serrato: avvio dell’industrializzazione nel 2026, montaggio nel 2028, primo volo nel 2029 e consegna del velivolo nel 2030, in attesa della certificazione USA prevista per il 2031. Tempi ambiziosi ma in linea con l’obiettivo di portare sul mercato un mezzo capace di rivoluzionare la logistica aeronautica e il trasporto industriale pesante.

Una scommessa per i giovani e per il territorio

Il progetto rappresenta anche una prospettiva concreta per la nuova generazione di ingegneri e tecnici campani. Il DAC punta a trasformare la collaborazione con Radia in un bacino stabile di occupazione qualificata, un volano per trattenere i talenti sul territorio e attrarre competenze internazionali. È la dimostrazione che, con un ecosistema capace di fare rete tra industria, università e istituzioni, anche il Sud può diventare un protagonista dell’innovazione globale.

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