Turismo slow, sostenibilità, enogastronomia, shopping. Sono tante le opportunità che l’Italia offre ai visitatori, da valorizzare per continuare a far crescere il turismo anche al di fuori dalle mete più battute (e combattere l’overtourism) e durante tutto l’arco dell’anno. E’ questo uno dei messaggi venuti edizione 2025 di Bit, la Borsa del Turismo che si è tenuta a Milano.
Il 2024 è stato un anno record per il turismo
La Bit (Borsa Internazionale del Turismo) è arrivata dopo un anno da record. Secondo i dati di Enit (Agenzia nazionale del turismo), il 2024 ha fatto registrare oltre 235 milioni di presenze turistiche straniere (+3,7%) e 28,7 miliardi di euro spesi da turisti internazionali nei primi nove mesi del 2024, pari al 65% della spesa turistica totale. Il settore ha contribuito per il 10,8% al Pil italiano, generando un tasso occupazionale del 13%, ma entro il 2034, si prevede che il settore turistico raggiunga il 12,6% del Pil, con un’occupazione stimata al 15,7%. L’Italia continua a essere una meta privilegiata soprattutto per le vacanze, che rappresentano il 65% della spesa totale dei visitatori. Seguono i viaggi per lavoro (13,7%), per visitare amici e parenti (12,7%), per studio (3%) e per shopping (1,8%).
Per il governo turismo è priorità, le strategie
“Siamo riusciti a portare avanti dei provvedimenti epocali, di cui nessun governo precedente si era occupato, come la riforma degli affitti brevi e quella relativa alle guide turistiche, attesa da oltre dieci anni e che ad oggi conta oltre 6000 domande di partecipazione all’esame. E stiamo continuando a lavorare per accrescere la qualità dei servizi e diventare maggiormente competitivi nel mercato globale”, ha rivendicato alla Bit la ministra del Turismo Daniela Santanchè, sottolineando in particolare che il 2024 ha portato “ottime notizie anche sul fronte dei periodi meno canonici: gli oltre 17,5 milioni di presenze nel mese di novembre, pari a un +11,66% sullo stesso mese del 2023, sottolineano una volta di più che le politiche di destagionalizzazione stanno dando i loro frutti e quindi occorre andare avanti su questa strada per rendere strutturali e sistemici questi risultati. Risultati che sono, al contempo, indicatori inequivocabili di come il turismo sia un settore prioritario per lo sviluppo economico e il benessere della nazione”.
Nuove e vecchie tendenze
La parola chiave di quest’anno, per il turismo, è “sostenibilità”, sia ambientale che economica e sociale. Il viaggiatore moderno, infatti, è sempre più attento all'”impronta” che lascia. E questo è un punto di forza che l’Italia deve giocarsi per promuovere una vacanza “slow”, rispettosa dell’ambiente, alla scoperta della ricchezza del territorio, delle tradizioni, dell’Italian way of life. Questo richiede investimenti ma soprattutto grande attenzione alla creazione di un’offerta per un pubblico di livello medio-alto, spesso nomadi digitali alla ricerca di una vera e propria esperienza di vita.
Altro punto di forza da valorizzare sempre di più è il legame con l’enogastronomia. Il turismo enogastronomico, infatti, ha un impatto economico e sociale di oltre quaranta miliardi di euro, equamente distribuiti tra diretto e indotto. La crescita di questo particolare ambito del turismo prosegue ormai da anni a doppia cifra e nella sola Europa sono circa 600mila le vacanze all’insegna dell’enogastronomia e oltre 20 milioni i viaggi che includono attività enogastronomiche. Un campo su cui l’Italia non teme confronti e il cui sviluppo genera non solo un beneficio economico rilevante, ma anche la sua distribuzione e la valorizzazione di territori e aree cosiddette “minori”.
Ulteriori margini di crescita, è stato evidenziato, ci sono anche nel turismo congressuale, in cui nel 2024 l’Italia è stata per la prima volta leader in Europa e seconda dopo gli Usa (fonte Icca). In questo caso la competizione è particolarmente forte e l’Italia si è imposta proprio grazie a una accelerazione nell’organizzazione degli eventi, “bruciando” Francia, Germania e Regno Unito. Sempre secondo il report di Icca l’Italia è il paese con il maggiore numero di città nella top 100 del turismo congressuale: Roma (settima), Milano (ventinovesima) e poi Bologna, Firenze, Napoli, Torino e Venezia.
Non vanno infine tralasciate le nuove tendenze, magari riservate a un pubblico ancora di nicchia ma in crescita. Tra queste, dalla Bit, emergono il workation (work+vacation, coniugare un periodo di vacanza e lavoro); i viaggi “bleisure”, che combinano affari e tempo libero; il wedding tourism; il turismo per shopping; il team bonding, ovvero viaggi aziendali pensati per rafforzare lo spirito di gruppo. Tutte modalità nuove su cui è necessario organizzare pacchetti sempre più specifici e attraenti per un pubblico esigente.





