Effetto Trump sulle Criptovalute, in Italia rischio stangata fiscale

Cripto

L’effetto Trump fa volare i Bitcoin e le criptovalute in generale, un mercato che anche in Italia inizia a vedere valori consistenti. Ma per gli appassionati del genere c’è il rischio che con la manovra arrivi una “stangata” fiscale. 

Il boom dei Bitcoin

La quotazione attuale dei Bitcoin, la prima e più famosa criptovaluta è stabilmente sopra i 90 mila euro e corre anche la valutazione di Ethereum (oltre 3 mila euro), così come la quotazione di tutti i titoli legati alle crypto. L’obiettivo di quota 100 mila sembra a portata di mano in un periodo non particolarmente lungo. 

Cosa sono le criptovalute

Le criptovalute sono denaro digitale, create attraverso una tecnica detta “mining” che sfrutta la tecnologia blockchain. Il Bitcoin è la criptovaluta più grande e longeva, essendo stata lanciata nel gennaio 2009, ma hanno via via acquisito popolarità altri asset come Ethereum, Tether e Dogecoin. Complessivamente, il valore di mercato delle criptovalute – che non sono controllate da una autorità centrale – è stimato in circa 3 mila miliardi di dollari, in crescita dell’80% rispetto a gennaio 2024, con scambi giornalieri intorno ai 70 miliardi di dollari.

Cosa ne pensa Trump

Il presidente americano rieletto ai tempi del suo primo mandato era un fiero oppositore delle criptovalute, ma ha cambiato decisamente idea e la sua campagna elettorale è stata massicciamente sostenuta dal punto di vista economico da molti operatori del settore. Che adesso sperano di “incassare” delle nuove norme che riducano la burocrazia e che diano maggiore legittimità a questi prodotti finanziari. “Bitcoin – ha detto Trump durante la sua campagna – è come l’industria dell’acciaio di cento anni fa. Penso che sia solo all’inizio. In soli 15 anni, Bitcoin è passato da un’idea pubblicata anonimamente su un forum online a diventare il nono asset più prezioso al mondo. È già più grande di Exxon Mobil e presto supererà l’intero mercato dell’argento. E un giorno, probabilmente, supererà anche l’oro. Non c’è mai stato nulla di simile e penso che non abbiate mai visto nulla di simile”. Ha anche annunciato l’intenzione di creare una “riserva strategica” di Bitcoin e a dare concretezza alle sue parole c’è il fatto che tramite la sua famiglia ha avviato un progetto imprenditoriale chiamato “World Liberty Financial” che sarà basato su una nuova criptovaluta chiama WLFI.

Le criptovalute in Italia

In Italia il mercato delle criptovalute è in leggero calo, ma inizia ad avere valori rilevanti. Secondo l’ultima analisi dell’Organismo agenti e mediatori Oam a fine giugno 2024 oltre 1,3 milioni di clienti detenevano criptovalute per un valore complessivo di 2,2 miliardi. I giovani (fascia 18-29 anni) sono più interessati alle criptovalute ma con valori detenuti minimi, mentre i portafogli più consistenti riguardano la fascia di età tra i 40 e i 60 anni. Per il 99,9% si tratta di persone fisiche.  Il valore medio delle criptovalute detenute dai clienti è pari a 1.645,76 euro. Nel secondo trimestre del 2024 sono state effettuate 2.784.159 operazioni di conversione da valuta legale a virtuale e 2.859.128 operazioni di conversione da valuta virtuale a legale.

Rischio stangata

Per gli appassionati di cripto italiani si profila però una brutta sorpresa sotto l’albero di Natale. Con la manovra in discussione in Parlamento il governo ha annunciato di voler alzare al 42% la ritenuta da pagare sulla plusvalenza generata dalla vendita di bitcoin e token vari. Attualmente l’aliquota da versare in caso di plusvalenze superiori ai 2 mila euro è del 26%: si tratterebbe quindi di un aumento del 61%. L’annuncio ha creato una sollevazione tra gli operatori del settore e la norma potrebbe essere cambiata nel corso dell’esame parlamentare. La Lega ha presentato un emendamento per cancellare l’aumento, trovando la disponibilità del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti a limitare il prelievo alla “speculazione” salvaguardando il “risparmio-investimento”. Da gennaio (emendamento Fdi) inoltre le criptovalute dovrebbero entrare a far parte delle voci per il calcolo dell’Isee. 

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