La fortuna di essere italiani (nonostante tutto) secondo il Rapporto Italia 2025 Eurispes

ROMA – Gli italiani tornano a credere nell’Italia. È quanto emerge dal Rapporto Italia 2025 dell’Eurispes, che fotografa un Paese più consapevole delle proprie radici, ma ancora profondamente diviso tra orgoglio nazionale e timori per il futuro.

Il Rapporto Italia 2025 Eurispes e la percezione del Paese

Il dato che colpisce di più è questo: il 72% degli intervistati si dichiara fortunato a vivere in Italia, una percentuale in crescita rispetto al 62,9% registrato nel 2011. Una risalita che indica un rinnovato sentimento di appartenenza, legato non tanto a fattori economici, quanto a dimensioni più profonde: la bellezza del paesaggio, la ricchezza storica e culturale, la tradizione gastronomica. Tre pilastri dell’”immaginario italiano” che restano centrali nell’autopercezione del Paese.

Emigrare? Solo per lavoro.

Il richiamo dell’estero, secondo il report, è legato quasi esclusivamente a motivazioni economiche e occupazionali. Non è la fascinazione per un modello straniero a spingere verso l’espatrio, ma la mancanza di opportunità interne. Un dato che conferma quanto il legame affettivo con l’Italia resti forte, anche tra chi guarda oltreconfine.

Tuttavia, lo scenario non è privo di inquietudini. I cittadini temono una nuova crisi economica globale, così come l’aggravarsi degli eventi climatici estremi. Un doppio fronte di instabilità – finanziaria e ambientale – che contribuisce a generare insicurezza.

Sul piano politico, la maggioranza degli italiani crede nella stabilità del Governo in carica e approva molte delle misure adottate o annunciate. Un dato significativo in un contesto internazionale segnato da incertezza e polarizzazione. Ma a fronte della fiducia nelle istituzioni interne, persiste un senso di marginalità dell’Italia sulla scena globale: in molti ritengono che il Paese abbia oggi un peso ridotto nei grandi equilibri internazionali.

Infine, il rapporto con l’Europa appare sempre più tiepido: ci si sente prima italiani, poi europei. Una linea identitaria che riapre il dibattito sul ruolo dell’Italia all’interno dell’Unione e sull’efficacia delle politiche comunitarie nel rispondere alle esigenze dei cittadini.

Il quadro tracciato dall’Eurispes restituisce un’immagine sincera del Paese: un’Italia che si riconosce nella propria storia, ma chiede risposte per il domani.

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