Fumetti italiani, passione nazionale: uno su quattro li legge ogni anno

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Un italiano su quattro ha letto un fumetto negli ultimi dodici mesi. Ma a sorprendere è che due italiani su tre, almeno una volta nella vita, si sono immersi tra le vignette. Solo il 34% non ne ha mai aperto uno. È quanto emerge dall’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori, presentato a Lucca Comics & Games, che conferma la forza di un linguaggio popolare e raffinato insieme, capace di raccontare la società italiana come pochi altri.

Un mercato in assestamento dopo la corsa
Dopo un quinquennio di crescita record – +193% di copie vendute e +196% a valore rispetto al 2019 – il mercato del fumetto registra ora un lieve rallentamento. Nei primi nove mesi del 2025 le vendite hanno raggiunto 6,28 milioni di copie, per 59,5 milioni di euro, con un calo del 2,8% rispetto all’anno precedente. «Siamo in una fase di assestamento», spiega Emanuele Di Giorgi di Tunué, «ma il pubblico resta curioso e vitale. Il fumetto continua a parlare a generazioni diverse».

Un secolo di storie a quadretti
La storia del fumetto italiano comincia nel 1908 con il Corriere dei Piccoli, che introdusse per la prima volta le storie per immagini nel nostro Paese. Negli anni Sessanta arrivano le icone che fanno scuola: Diabolik delle sorelle Giussani, Tex Willer, Zagor, Martin Mystère e Valentina di Guido Crepax, simbolo di sensualità e sperimentazione grafica. In quello stesso periodo, Max Bunker — al secolo Luciano Secchi — crea Alan Ford insieme al disegnatore Magnus, inventando una satira surreale e corrosiva che diventerà un fenomeno di costume, amatissimo anche all’estero. Fino all’esplosione di Dylan Dog di Tiziano Sclavi, nel 1986, che trasformò l’horror in filosofia metropolitana e vendette milioni di copie.

Gli autori che hanno fatto la storia
Con Una ballata del mare salato (1967), Hugo Pratt inventa Corto Maltese e l’avventura diventa poesia. Andrea Pazienza, negli anni Settanta e Ottanta, rompe gli schemi e porta il fumetto dentro la vita reale: Pentothal, Zanardi e Pompeo diventano ritratti generazionali, viscerali e modernissimi. Le loro opere hanno influenzato pittori, scrittori e registi, affermando il fumetto come arte autonoma.

La rivoluzione della graphic novel
Negli anni Duemila il fumetto italiano entra nelle librerie e conquista la narrativa. Gipi, Manuele Fior, Igort e Zerocalcare mescolano disegno e letteratura, intimità e società. La profezia dell’armadillo (2011) di Zerocalcare è il manifesto di una nuova generazione, ironica e fragile, capace di parlare con sincerità al lettore comune.

Le nuove voci e la spinta femminile
Accanto ai maestri, una generazione di autrici ridefinisce il linguaggio: Fumettibrutti, Sara Colaone, Elena Casagrande, Lorenza Natarella e Francesca Sanna portano sulla pagina corpi, identità e intimità. Il fumetto diventa così spazio di racconto sociale e personale, linguaggio d’avanguardia e di empatia.

Manga e Made in Italy: due mondi che convivono
Il manga copre oggi il 74% del mercato dei fumetti, ma la forza del fumetto italiano è nella qualità e nella varietà delle sue produzioni. Le case editrici come BAO Publishing, Coconino Press, Tunué e Panini hanno saputo costruire un equilibrio tra titoli internazionali e firme italiane. I fumetti per ragazzi crescono del 270%, la graphic novel del 12%, mentre le classiche strisce sono in calo. È un mercato in trasformazione, che si reinventa a ogni stagione.

Un patrimonio culturale e industriale
Dietro le copertine si muove un intero ecosistema: disegnatori, sceneggiatori, stampatori, festival e scuole. Una filiera che rappresenta un’eccellenza del Made in Italy creativo, capace di unire artigianato, industria culturale e innovazione digitale.
Dal tratto malinconico di Pratt all’ironia dissacrante di Bunker, dalle chine urbane di Zerocalcare alle visioni di Pazienza, il fumetto italiano continua a raccontare un Paese pieno di contraddizioni e passioni. E se oggi uno su quattro lo legge ogni anno, è perché dentro ogni vignetta — tra ironia e inquietudine — c’è sempre un po’ di noi.

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