Gli accordi di filiera carta vincente per il tabacco Made in Italy

Garanzia di una redditività stabile, possibilità di programmazione, investimenti per rendere più efficienti le coltivazioni. La firma degli accordi pluriennali sta dando nuove prospettive alla filiera italiana del tabacco, settore in cui il Made in Italy è leader europeo per produzione. E i dati confermano la bontà della strada intrapresa: secondo un recente report di DivulgaStudi le imprese coperte dagli accordi hanno maggiori ricavi e una resilienza più sviluppata. 

I numeri della filiera del tabacco

Nel 2024 il settore tabacchicolo europeo ha impiegato 20.144 produttori, su una superficie utilizzata di 43.625 ettari e una produzione totale pari a 103.641 tonnellate di cui più del 30% in Italia. Nel complesso, nel nostro Paese, le imprese operanti nel settore del tabacco impiegano 39.358 addetti. A livello regionale, Umbria e Veneto assorbono poco meno del 67% del valore complessivo. La Campania si colloca al terzo posto, con il 18,2%, seguita dalla Toscana con l’11,3%. La varietà di foglie di tabacco più diffusa in Europa, tanto da assorbire il 74% della produzione e il 65% della superficie coltivata, è denominata “Flue Cured”, di cui l’Italia è primo produttore, seguita dalla Polonia. Il primato del Paese si attesta anche con altre varietà: Light Air Cured (48% delle superfici e più del 63% di incidenza produttiva), Dark Air Cured e Fire Cured (l’incidenza sale all’89% delle superfici e all’85% delle produzioni).  

Cosa sono gli accordi di filiera

Negli ultimi anni gli accordi raggiunti sono diventati sempre di più e più importanti. Nella sostanza i “big” mondiali della produzione si impegnano a garantire l’acquisto di una certa quota di tabacco allo stesso tempo investendo in innovazione. L’operazione tutela così anche i lavoratori impegnati nella filiera. 

Di altro tipo, ma nella stessa direzione, va l’accordo interprofessionale sottoscritto dall’Organismo interprofessionale tabacco, che regola le condizioni quadro, gli standard di qualità e i prezzi di riferimento per i raccolti nazionali. Promosso insieme al Ministero dell’Agricoltura, prevede tra l’altro di “coordinare l’offerta e la commercializzazione della produzione”, “contribuire ad un migliore coordinamento delle modalità di immissione del tabacco greggio sul mercato”, “esplorare potenziali mercati d’esportazione”, “innovare, razionalizzare, migliorare e orientare la produzione, la trasformazione e la commercializzazione verso prodotti più adatti al mercato”.

Perché gli accordi di filiera sono vincenti

“Fare questi accordi è estremamente importante – spiega il sottosegretario al Masaf Patrizio La Pietra – perché consente agli agricoltori di avere una visione di medio-lungo periodo, di programmare le attività produttive e di investire con maggiore serenità. Significa creare le condizioni per uno sviluppo strutturato, riducendo l’incertezza e rafforzando il legame tra produzione agricola e industria di trasformazione”.

“La strada degli accordi di filiera è determinante – conferma Coldiretti – per la crescita del sistema Paese poiché va a promuovere il vero Made in Italy creando valore in termini di reddito e di occupazione, oltre che di sostenibilità ambientale. Peraltro sostenere l’agricoltura significa anche sostenere l’ambiente, invertendo la falsa narrazione prevalente con la passata Commissione Ue secondo la quale la transizione ecologica andava fatta contro gli agricoltori, contrapposti assurdamente a una natura della quale, al contrario, sono i primi difensori”.

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