Il boom dell’Agritech, gli strumenti e i fondi a disposizione

Sensori IoT, droni, macchine agricole teleguidate, Intelligenza artificiale. L’alta tecnologia sta ormai entrando con forza nell’agricoltura, che diventa di precisione. L’Agritech, l’utilizzo di nuovi strumenti, infatti, permette di combattere al meglio i cambiamenti climatici, di ottimizzare le produzioni e aumentare le rese. 

IoT, droni, IA: quali sono i nuovi strumenti

Le tecnologie IoT (Internet delle cose) raccolgono tramite sensori dati in tempo reale sull’ambiente e sullo stato fisiologico delle piante. Le informazioni vengono trasmesse via wireless a piattaforme Cloud. Qui, gli algoritmi di Intelligenza Artificiale e i DSS (Decision Support System) li elaborano per fornire all’agricoltore indicazioni precise. In particolare grazie a parametri ambientali e del suolo (umidità, temperatura, nutrienti) è possibile ottimizzare l’irrigazione, prevenire malattie fungine e ridurre l’uso di fitofarmaci. 

I droni permettono di mappare i campi ad altissima risoluzione, rilevare lo stress idrico, distribuire concimi e lanciare insetti utili per la lotta biologica. Consentono inoltre di trattare un ettaro di terreno in soli 15 minuti, senza calpestare o compattare il suolo. A breve sarà emanato un decreto attuativo interministeriale che renderà operativo l’articolo 13-bis del decreto legislativo 150/2012 (https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2012;150~art13!vig=) e che definirà le tipologie di terreni agricoli e di colture per cui l’intervento risulti necessario e la tipologia di prodotti fitosanitari utilizzabili.

Le trattrici a guida autonoma e satellitare riducono al minimo il calpestamento degli strati fertili, seguendo sempre gli stessi passaggi (Traffic Control Farming) e prevenendo il compattamento del terreno che danneggia i microrganismi utili. Questo permette anche di prevenire il dissesto idrogeologico, e i conseguenti danni per le colture. 

Un settore in crescita ma a macchia di leopardo

In Italia, il mercato dell’Agricoltura 4.0 è in forte crescita, con un valore che ha superato i 2,5 miliardi di euro. La diffusione, però, è a macchia di leopardo. Nonostante il 72% delle aziende agricole utilizzi sistemi smart, il settore cresce a “due velocità”: solo l’8% è digitalmente maturo e meno del 10% della superficie agricola totale è pienamente digitalizzata. Le soluzioni più diffuse sono le macchine connesse per l’agricoltura di precisione, seguite da software gestionali per il controllo delle risorse (acqua e concimi) e sistemi di monitoraggio satellitare. L’hub principale per l’innovazione è il Centro Nazionale per le Tecnologie dell’Agricoltura (https://www.uniba.it/it/ricerca/organismi-associativi-partecipati-da-uniba/fondazioni/copy9_of_mnesys-scarl-a-multiscale-integrated-approach-to-the-study-of-the-nervous-system-in-health-and-disease), con sede a Napoli, nato per favorire il trasferimento tecnologico e la digitalizzazione delle filiere.

Le risorse per il sostegno agli investimenti

Sono molte le risorse previste per investire nella tecnologia al servizio dell’agricoltura. Il Fondo Innovazione di Ismea (https://www.ismea.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13219) è pensato per diffondere soluzioni robotiche, sensoristica, macchine 4.0, risparmio idrico e riduzione dell’uso di agrofarmaci. Prevede contributi in conto capitale che variano a seconda del tipo di spesa e delle dimensioni aziendali.

I bandi regionali CSR (FEASR) sono stati istituiti tramite i Programmi di Sviluppo Rurale e offrono contributi fino al 60-80% per l’ammodernamento aziendale, l’agricoltura di precisione e le tecnologie ICT. I bandi e le soglie (minimo 30 mila euro) vengono gestiti dalle singole regioni.

Il nuovo credito d’imposta Agricoltura 4.0 prevede un’agevolazione al 40% (su massimali fino a 1 milione di euro) per l’acquisto di beni materiali e immateriali interconnessi, con scadenza annuale.

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