Ieri a Roma Italiavanti e SocialCom hanno promosso l’Aperitivo Digitale Il futuro è STEM? Ricerca e genere, le chiavi del domani, un appuntamento dedicato al rapporto tra innovazione scientifica, formazione e parità di genere. Nella CEOforLIFE Clubhouse di Piazza Montecitorio, è stata presentata la nuova ricerca SocialCom sul modo in cui il tema STEM viene percepito nel dibattito pubblico e online.
Ad aprire i lavori Luca Ferlaino, presidente SocialCom, che ha illustrato i dati emersi dall’analisi, seguiti dal confronto tra Claudio Cerasa, Maria Latella, Laura Ramaciotti, Marta Schifone e Tommaso Tanzilli. Al centro del dialogo, il ruolo della ricerca, il peso delle disuguaglianze di genere e la necessità di rendere le discipline scientifiche più accessibili e attrattive, soprattutto per le nuove generazioni.
A moderare l’incontro Giancarla Rondinelli, che ha guidato il dibattito tra istituzioni, università, informazione e mondo produttivo, chiudendo una serata che ha messo al centro una domanda chiave per il Paese: quale spazio avranno le STEM nel futuro dell’Italia.
Le voci dal confronto
Nel corso dell’Aperitivo Digitale sono emerse riflessioni diverse ma convergenti sul ruolo delle STEM come leva culturale, economica e sociale. Ad aprire il quadro è stato Luca Ferlaino, presidente SocialCom, che ha richiamato i risultati della ricerca sottolineando come «il tema STEM susciti emozioni positive in rete», ma anche come «si parli molto di good news e meno delle difficoltà che persistono», ancora «difficilmente notiziabili sui social».
Claudio Cerasa, direttore de Il Foglio, ha collegato il tema STEM al valore economico e produttivo del Paese, evidenziando che «il Made in Italy non è solo ciò che portiamo in tavola», ma anche «l’espressione della nostra forza lavoro che, soprattutto grazie alle discipline STEM, genera competitività e valore».
Maria Latella ha posto l’accento sulla dimensione culturale e mediatica, osservando che «l’argomento STEM deve diventare sexy», ma che l’Italia sconta una carenza strutturale di laureati perché «negli ultimi trent’anni avere una robusta formazione, diventare competenti non è stata una battaglia diffusa», a favore di una narrazione «più focalizzata sull’immagine».
Dal mondo accademico, Laura Ramaciotti, presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, ha richiamato la necessità di contrastare stereotipi ancora profondamente radicati, ricordando che «la scienza non è adatta alle donne è un messaggio che dobbiamo combattere», anche attraverso la storia delle scienziate che «hanno abbattuto questi bias».
Marta Schifone, prima firmataria del ddl sull’istituzione della Settimana nazionale delle STEM, ha ribadito il valore simbolico e culturale dell’iniziativa spiegando che «è il terzo anno con la settimana nazionale delle STEM, un tempo dedicato alla scienza e alla sua bellezza», sottolineando l’urgenza di «promuovere, valorizzare e colmare un deficit comunicativo», perché «le STEM sono pilastri per i settori innovativi».
A chiudere il confronto, Tommaso Tanzilli, presidente del Gruppo FS Italiane, ha sottolineato come «il Gruppo FS Italiane, come grande azienda dello Stato, sia fortemente impegnato nella riduzione del gender gap», ricordando che si tratta di «un processo culturale avviato da tempo», sostenuto da progetti come «WIM – Women in Motion», pensati per «promuovere la carriera delle donne nelle aree tecniche e nei settori con una presenza prevalentemente maschile».





