Imprese italiane: crescita solida, traino del Made in Italy e nuove sfide all’orizzonte

Ricavi in aumento, margini più robusti, nuovi posti di lavoro e una patrimonializzazione in costante rafforzamento. È questo il quadro che emerge dall’ultima indagine dell’Area Studi Mediobanca sulle società italiane di media e grande dimensione. Un campione significativo – quasi 2.000 imprese, per oltre 860 miliardi di fatturato e 1,5 milioni di addetti – che testimonia come, nonostante pandemia, inflazione, crisi energetica e tensioni geopolitiche, il sistema industriale italiano abbia retto l’urto dell’ultimo decennio.

Il motore del Made in Italy

Il vero traino arriva dai settori chiave dell’identità economica nazionale: alimentare, moda, farmaceutica, meccanica e trasporti, che rappresentano poco più della metà del campione analizzato. Qui la crescita dei ricavi nel periodo 2015-2024 sfiora il +53%, con vendite complessive oltre i 300 miliardi. Un risultato spinto soprattutto dall’export (+59,6%), conferma della vocazione internazionale delle nostre imprese, ma accompagnato anche da un solido aumento delle vendite interne.

Non solo: questi comparti hanno dimostrato maggiore resilienza anche nei momenti più critici. Nel 2024, ad esempio, mentre la media del campione segnava un calo del 2,4% delle vendite, il Made in Italy ha chiuso con un leggero ma significativo +2,5%.

Lavoro e produttività: luci e ombre

Un altro dato incoraggiante riguarda l’occupazione. In dieci anni il numero di addetti è cresciuto del 9,5%, pari a oltre 127.000 nuovi posti, con performance particolarmente brillanti nelle medie imprese e nei settori più legati al Made in Italy.

Ma non tutto brilla. Se da un lato la produttività del lavoro è aumentata, dall’altro l’inflazione ha eroso il potere d’acquisto dei salari: rispetto al 2015, i lavoratori hanno perso circa il 2,8%, percentuale che sale al 5,8% se il confronto è con il 2021, anno di ripartenza post-Covid.

Sul fronte patrimoniale, le aziende mostrano fondamenta più robuste: il patrimonio netto complessivo è salito a 545 miliardi (+200 nel decennio), con una riduzione significativa del rapporto debiti/capitale. Tuttavia, il rialzo dei tassi ha fatto sentire i suoi effetti: gli oneri finanziari sono più che raddoppiati, passando da 8 miliardi nel 2021 a 18 miliardi nel 2024.

Le prospettive

Guardando avanti, un tema cruciale sarà la gestione dei dazi. Secondo lo studio, l’impatto simulato sulle medie e grandi imprese italiane comporterebbe una lieve riduzione dei margini operativi, dallo 6,4% al 6,2%. Un dato che, pur non allarmante, segnala quanto il contesto internazionale continui a rappresentare una variabile strategica.

Condividi

Scopri il nuovo podcast
"Faccia a Faccia"

Fabio Salamida e Francesco Giubilei si confrontano ogni settimana sui temi più caldi dell’attualità italiana ed europea.