La carica degli insetti, Ue autorizza farina di larve gialle: via libera a “novel food”

Le larve gialle della farina arrivano sulle tavole europee. Dopo un lungo iter autorizzativo, la Commissione europea ha dato il via libera all’utilizzo della polvere di larve intere di Tenebrio molitor. Secondo l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), si tratta di un “novel food” dalle spiccate proprietà nutrizionali, così come la farina di locuste migratorie, di vermi della farina minore e di grillo domestico già autorizzate in precedenza. Una tendenza che pare inarrestabile (Nomisma prevede che la produzione di insetti per alimenti in Ue potrebbe arrivare a 260 mila tonnellate nel 2030) ma che fa sorgere anche dubbi e preoccupazioni per la sicurezza dei consumatori. 

Cos’è il nuovo alimento e quali arriveranno

Secondo il provvedimento approvato, solo alla società francese Nutri’Earth sarà concesso di immettere sul mercato la farina di larve gialle, “salvo nel caso in cui un richiedente successivo ottenga un’autorizzazione per tale nuovo alimento”. Secondo l’Efsa, la polvere di larve intere di Tenebrio molitor trattata con raggi UV è “sicura alle condizioni e ai livelli d’uso proposti“. La polvere viene trattata con raggi ultravioletti per ottenere due risultati: bonificare la matrice alimentare, direttamente sul prodotto e aumentare il contenuto in vitamina D della stessa matrice. La sostanza è utilizzabile in “pane e panini, torte, prodotti a base di pasta, prodotti trasformati a base di patate, formaggio e prodotti caseari e composte di frutta e di verdura, destinati alla popolazione in generale”.

Attualmente, sul tavolo dell’Efsa ci sono oltre una decina di richieste di valutazione per cibo derivanti da insetti edibili. Tra questi, sono già nella fase di valutazione del rischio alimenti come la farina di mosca soldato nera (Hermetia illucens larvae) intera, sbollentata, ed essiccata; la nidiata di fuchi di api mellifere (Apis mellifera male pupae); la polvere intera di grillo domestico (Acheta domesticus); polveri proteiche della larva del verme della farina minore (Alphitobius diaperinus). 

In Ue politica divisa, da Fdi e Lega no ad autorizzazione

L’apertura sempre più rilevante ai cosiddetti “novel food” di farine di insetti crea non poche preoccupazioni, in particolare in un Paese come l’Italia dalla forte tradizione agroalimentare e che fa della cucina mediterranea – ritenuta la più sana a livello globale – il proprio fiore all’occhiello. Al momento dell’approvazione lo scorso 15 gennaio, del resto, una notevole diversità di opinioni è stata registrata anche tra i membri della commissione Ambiente, sanità pubblica e sicurezza (Envi) del Parlamento europeo, che ha respinto con 39 voti contrari, 32 favorevoli e 6 astenuti una mozione presentata dalla conservatrice francese Laurence Trochu per bloccare il via libera alla farina di larve gialle. 

Fdi e Lega, in particolare, si sono opposti con decisione al via libera. “E’ una scelta che rappresenta un vero e proprio insulto ai produttori ed al nostro stile di vita e di alimentazione –  spiega l’europarlamentare Stefano Cavedagna (Ecr-Fdi), vicepresidente dell’European Food Forum . Il nostro gruppo si è pronunciato in Commissione contro l’immissione sul mercato di un alimento che porta con sé ancora tanti interrogativi, soprattutto sulle procedure di produzione. Sappiamo che la polvere della farina di larve in questione è trattata con raggi ultravioletti per bonificare la matrice alimentare e per aumentare il contenuto di vitamina D della stessa matrice. Tuttavia, il consumo di questi insetti può causare reazioni nelle persone allergiche ai crostacei e agli acari della polvere. É necessario applicare la massima trasparenza ed attenzione sanitaria”.

La preoccupazione degli agricoltori

Il procedimento per la preparazione di questo alimento preoccupa anche gli agricoltori italiani. “L’arrivo sul mercato di farina di larve trattate con raggi ultravioletti deve essere accompagnato da una precisa etichettatura sul fatto che la vitamina D presente viene prodotta artificialmente, per informare correttamente i consumatori”, chiede Coldiretti. “La polvere – spiega l’associazione – viene trattata con raggi ultravioletti per ottenere due risultati: bonificare la matrice alimentare, direttamente sul prodotto e aumentare il contenuto in vitamina D della stessa matrice. Si tratta, nei fatti, di un prodotto tutt’altro che naturale, bensì ultratrasformato”, il contrario di quel che viene solitamente consigliato nelle diete. In definitiva, per Coldiretti, “oltre ad essere lontanissimi dalla cultura gastronomica nazionale, l’introduzione degli insetti nelle diete solleva importanti interrogativi riguardo alla salute e alla sicurezza alimentare. Questo perché la maggior parte di questi nuovi prodotti proviene da Paesi fuori dall’UE, come Vietnam, Thailandia e Cina, che da anni occupano le prime posizioni nelle classifiche per il numero di allarmi alimentari”.

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