L’accordo Ue-Australia, focus su agroalimentare e materie prime critiche

Un taglio netto dei dazi tra l’Europa e l’Australia, ma anche un accesso privilegiato a una delle maggiori “miniere” al mondo di materie prime critiche, fondamentali per l’industria tecnologica e pesante, anche italiana. Sono queste le principali novità che vengono introdotte dal nuovo accordo di libero scambio tra Europa e Australia, sottoscritto a Canberra tra la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il primo ministro australiano Anthony Albanese. Tra le intese firmate, anche una in tema di difesa. L’accordo con l’Australia arriva dopo quelli conclusi con Indonesia, India e con i Paesi Mercosur nell’ambito della strategia di diversificazione commerciale seguita ai dazi Usa.

“L’Ue e l’Australia – ha sottolineato von der Leyen – saranno anche geograficamente distanti, ma non potremmo essere più vicini in termini di visione del mondo. Con queste nuove e dinamiche partnership in materia di sicurezza e difesa, nonché di commercio, ci stiamo avvicinando ancora di più. Stiamo inviando un segnale forte al resto del mondo: l’amicizia e la cooperazione sono ciò che conta di più nei momenti di turbolenza“.

L’accordo commerciale

Quella australiana è una delle economie sviluppate a più rapida crescita al mondo. Sulla base dell’intesa, si prevede che le esportazioni dell’Ue cresceranno fino al 33% nel prossimo decennio, raggiungendo un valore annuo di 17,7 miliardi di euro. I settori chiave con un forte potenziale di crescita includono i prodotti lattiero-caseari (con un aumento previsto fino al 48%), i veicoli a motore (52%) e i prodotti chimici (20%). Gli investimenti dell’Ue in Australia potrebbero crescere di oltre l’87%. L’accordo garantirà agli esportatori dell’UE l’eliminazione di oltre il 99% delle tariffe sulle esportazioni di merci dall’UE verso l’Australia, con un conseguente risparmio di circa 1 miliardo di euro all’anno in dazi doganali per aziende di tutte le dimensioni; l’apertura del mercato australiano dei servizi in settori chiave, tra cui i servizi finanziari e le telecomunicazioni; maggiore accesso alle imprese dell’UE agli appalti pubblici del governo australiano. Un capitolo è dedicato in particolare alle piccole e medie imprese per aiutarle ad aumentare le loro esportazioni.

Il settore agroalimentare

L’UE ha una bilancia commerciale positiva per i prodotti agroalimentari con l’Australia, pari a 2,3 miliardi di euro nel 2024. L’accordo eliminerà i dazi sulle principali esportazioni dell’UE, come formaggi, preparazioni a base di carne, vino e spumante, alcuni tipi di frutta e verdura, comprese le preparazioni, cioccolato e prodotti dolciari. L’accordo tiene conto degli interessi dei produttori agricoli dell’UE. Per i settori agricoli sensibili come la carne bovina, ovina e caprina, lo zucchero, alcuni prodotti lattiero-caseari e il riso, l’accordo consentirà importazioni dall’Australia a tariffa zero o ridotta solo in quantità limitate, attraverso quote tariffarie attentamente calibrate. Inoltre, l’accordo include un meccanismo di salvaguardia bilaterale che consente all’UE di adottare misure per proteggere i prodotti europei sensibili e i loro produttori nell’improbabile eventualità di un’impennata delle importazioni dall’Australia che danneggi il mercato dell’UE. Inoltre, l’accordo tutelerà 165 indicazioni geografiche (IG) agricole e alimentari e 231 IG di bevande alcoliche. L’UE e l’Australia hanno inoltre raggiunto un accordo bilaterale modernizzato sul vino, aggiornando l’elenco completo delle indicazioni geografiche (IG) del vino UE e delle denominazioni tradizionali protette in Australia. Basandosi sul precedente accordo, offrirà protezione a tutte le IG del vino UE (che rappresentano 1.650 denominazioni), inclusa l’aggiunta di 50 nuove IG del vino provenienti da 12 diversi Stati membri.

Le materie prime critiche

L’Australia è un importante produttore di materie prime, tra cui alluminio, litio e manganese, fondamentali per la sicurezza economica e la competitività complessiva dell’UE.

L’accordo facilita l’accesso dell’UE alle risorse comuni di materie prime (CRM) australiane, con disposizioni specifiche che rendono il mercato più prevedibile e affidabile per le imprese europee. Inoltre, particolari disposizioni ambientali e di sicurezza garantiranno che l’estrazione di queste CRM avvenga in modo sostenibile. Quest’intesa è particolarmente positiva per l’Italia che è sostanzialmente importatore totale di materie prime critiche ma leader nel loro trattamento e nella produzione e vendita delle tecnologie e dei macchinari al servizio del settore.

Le reazioni (positive e meno)

L’Associazione dei costruttori europei di automobili (Acea) ha accolto con favore la conclusione dei negoziati per un accordo di libero scambio tra l’Unione europea e l’Australia: le riduzioni tariffarie sui veicoli “metteranno le esportazioni dell’Ue su un piano di parità con quelle di altri principali Paesi esportatori di automobili, che già godono di un accesso esente da dazi al mercato locale“, commenta l’associazione.

Qualche dubbio viene sollevato per il comparto dell’agroalimentare. “L’accordo commerciale UE-Australia è un insulto all’Italia perché autorizza vini australiani a utilizzare il termine prosecco. Con questa decisione la Commissione europea legalizza l’Italian sounding e cioè l’imitazione delle nostre eccellenze agroalimentari nel mondo. Oltre al danno c’è anche la beffa perché, secondo le clausole dell’accordo, i produttori di formaggi potranno vendere in Australia prodotti col nome ‘parmesan’, un’altra palese imitazione del nostro parmigiano italiano“, denuncia Carolina Morace, europarlamentare del Movimento 5 Stelle in una nota.

Più cauta Coldiretti secondo cui “l’accordo commerciale con l’Australia può rappresentare una spinta importante per l’export agroalimentare italiano” ma “ma occorre rafforzare la tutela delle nostre eccellenze e garantire la tutela degli allevamenti nazionali attraverso meccanismi di salvaguardia efficaci e rapidi“.

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