Le dimore storiche italiane non sono solo custodi del passato, ma motori attivi di sviluppo, cultura e sostenibilità. A ricordarlo è stato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, intervenuto a Negrar di Valpolicella per l’evento Coltiviamo la Cultura 2025, organizzato dall’Associazione Dimore Storiche Italiane (ADSI) in occasione della Giornata Nazionale dell’Agricoltura.
Patrimonio vivo e modello di sviluppo
«Le dimore storiche italiane sono testimonianze vive del nostro passato e al contempo palcoscenici autentici dell’agricoltura, del gusto e della tradizione», ha dichiarato Lollobrigida durante l’incontro al settecentesco Giardino di Pojega di Villa Rizzardi. «Sono un patrimonio da custodire e valorizzare, perché esprimono il legame profondo tra l’uomo, la terra e il tempo e promuovono un modello di sviluppo fondato su qualità, sostenibilità e bellezza».
Agricoltura, turismo e identità italiana
Secondo i dati più recenti dell’Osservatorio sul Patrimonio Culturale Privato, le dimore storiche contribuiscono in modo determinante alla vitalità delle campagne italiane, alla crescita occupazionale e alla salvaguardia dei paesaggi rurali. In quasi quattro casi su dieci, l’attività agricola rappresenta oltre il 75% del reddito annuale, e nel 21% dei casi tra il 50% e il 75%.
La vitivinicoltura si conferma il settore trainante, con un 36% di produzione autoctona se si considerano anche i viticoltori, seguita da cereali e olivicoltura (21%). Il legame tra vino ed enoturismo si rafforza ulteriormente: il 100% delle dimore con produzione vinicola offre percorsi di degustazione e l’85% ha registrato un aumento delle visite, per un terzo superiore al 30% rispetto all’anno precedente.
Bellezza, economia e coesione sociale
«Il patrimonio culturale privato non è soltanto una testimonianza della nostra storia, ma un motore vivo di economia, cultura e coesione sociale», ha affermato Maria Pace Odescalchi, presidente di ADSI. «Le dimore storiche sono ponti tra passato e futuro, presìdi identitari che tengono unite comunità e territori, contribuendo in modo significativo all’occupazione e alla vitalità delle aree rurali».
Laboratori di sostenibilità e innovazione
Per Guglielmo Garagnani, vicepresidente nazionale ADSI e responsabile del progetto, il successo di questa edizione di Coltiviamo la Cultura dimostra come le dimore storiche rappresentino «un punto di incontro naturale fra cultura, agricoltura e comunità: veri laboratori di sostenibilità e innovazione, capaci di restituire valore ai territori e promuovere un modello di economia circolare fondato sulla qualità e sulla bellezza».
Con questa iniziativa, l’Associazione Dimore Storiche Italiane rinnova il proprio impegno nella valorizzazione del patrimonio culturale privato come leva di sviluppo sostenibile e promozione del Made in Italy nel mondo.





