L’intesa in Ue sulle Tea fa contenti governo e agricoltori italiani

L’accordo raggiunto in Europa sulle nuove tecniche genomiche in agricoltura (new genomic technique, NGT) soddisfa il governo e gli agricoltori italiani. L’intesa è stata raggiunta in sede di “trilogo” – l’organismo che vede insieme Consiglio, Commissione e Parlamento europei – e dovrà adesso avere il via libera definitivo del Consiglio e del Parlamento prima di essere adottata ma le reazioni sono positive. “Le nuove tecniche genomiche possono aiutarci a fare di più con meno. Il regolamento ci permetterà di sviluppare nuove varietà vegetali più resistenti ai cambiamenti climatici e che richiedono meno fertilizzanti o pesticidi. I nostri agricoltori e il settore agroalimentare saranno meglio attrezzati per innovare e continuare a produrre cibo sano e sicuro per i nostri cittadini”, ha commentato Jacob Jensen, ministro per l’Alimentazione, l’Agricoltura e la Pesca della Danimarca, paese presidente di turno dell’Ue.

Cosa sono gli NGT (o TEA)

Le nuove tecniche genomiche in Italia sono conosciute come TEA, ovvero Tecniche di Evoluzione Assistita. Si tratta, come spiega l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa, ) di tecniche di selezione che alterano il materiale genetico di piante, animali o microrganismi. Vengono utilizzate per conferire nuovi tratti genetici desiderabili oppure per migliorare o ridurre determinate caratteristiche di un organismo. Con NGT, dette anche tecniche di selezione di precisione, ci si riferisce alle tecniche sviluppate dopo l’adozione della normativa UE sugli organismi geneticamente modificati (OGM) nel 2001. Esse consentono di modificare il DNA in modo più preciso e più rapido rispetto ai metodi di selezione convenzionali o alle tecniche genomiche consolidate (established genomic technique, EGT) sviluppate prima del 2001. Le NGT, come le EGT, possono essere utilizzate per ottenere tratti genetici desiderabili come il miglioramento del contenuto nutritivo delle piante o lo sviluppo di colture o animali resistenti a malattie o a condizioni climatiche avverse come la siccità o le inondazioni.

Cosa prevede l’intesa

Il termine NTG copre una varietà di tecniche che adattano le sementi in un modo che può verificarsi anche in natura o attraverso tecniche di selezione convenzionale. L’intesa prevede la distinzione tra due categorie.

Le piante NTG-1 sono equivalenti alle piante convenzionali. Le autorità nazionali devono verificare che le piante NTG appartengano alla categoria 1, ma la loro prole non necessita di successiva verifica. Le piante e i prodotti NTG-1 non saranno etichettati, tenendo presente il principio di equivalenza. L’unica eccezione a ciò sono i semi e altro materiale riproduttivo vegetale delle piante NTG-1, che dovrebbero essere etichettati. Ciò non comporterebbe un onere sproporzionato per i selezionatori vegetali, ma consentirebbe agli operatori di garantire una catena priva di NTG, se lo desiderano. Inoltre, Parlamento e Consiglio hanno concordato una lista di esclusione di caratteri intenzionali che saranno esclusi dalla categoria NTG-1.

Sia il Consiglio che il Parlamento hanno concordato che la tolleranza agli erbicidi e la “produzione di una nota sostanza insetticida” saranno sulla lista di esclusione e non potranno essere uno dei caratteri intenzionali per le piante NTG di categoria 1. Questa modifica alla proposta della Commissione garantirà che tali piante siano classificate come NTG-2 e rimangano quindi soggette ad autorizzazione, tracciabilità e monitoraggio.

Le piante NTG 2 presentano modificazioni genomiche più complesse o meno “natural-equivalenti” sono classificate nella categoria 2. Per le piante NTG-2, sia il Consiglio che il Parlamento hanno concordato con la proposta della Commissione di mantenere i requisiti della legislazione esistente sugli OGM, inclusa l’etichettatura obbligatoria dei prodotti. Se l’etichetta include informazioni sui tratti che sono stati modificati, deve coprire tutti i tratti pertinenti. Ciò è stato introdotto dal Consiglio, per garantire che i consumatori abbiano accesso a informazioni accurate e complete. Il Consiglio e il Parlamento hanno concordato di consentire agli Stati membri di esercitare l’esclusione dalla coltivazione di piante NTG-2 sul loro territorio. L’accordo include anche misure di coesistenza facoltative. Ciò significa che gli Stati membri possono adottare misure per evitare la presenza non intenzionale di piante NTG-2 e altri prodotti, se lo desiderano.

Il regolamento prevede anche norme per la tutela della proprietà intellettuale. In particolare, al momento della richiesta di registrazione di una pianta o di un prodotto NTG di categoria 1, le aziende o i selezionatori devono presentare informazioni su tutti i brevetti esistenti o in corso. Le informazioni sui brevetti devono essere incluse in una banca dati pubblicamente disponibile. Inoltre, su base volontaria, le aziende o i selezionatori possono anche fornire informazioni sull’intenzione del titolare del brevetto di concedere in licenza l’uso di una pianta o di un prodotto NTG 1 brevettato, a condizioni eque. Il Consiglio e il Parlamento hanno concordato la creazione di un gruppo di esperti sui brevetti, focalizzato sull’effetto dei brevetti sulle piante NTG, composto da esperti di tutti gli Stati membri, dell’Ufficio europeo dei brevetti e dell’Ufficio comunitario delle varietà vegetali.

Le reazioni in Italia

I commenti nel nostro Paese sono molto positivi. “L’accordo – ha dichiarato il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida – rappresenta un passo avanti decisivo per il futuro dell’agricoltura. Rivendichiamo con orgoglio un risultato che permetterà di avere colture più resilienti, più produttive, con meno utilizzo di pesticidi e di acqua. Non si tratta di Ogm, ma di tecniche innovative che consentono miglioramenti mirati e naturali. L’Italia è all’avanguardia in questo settore, con i nostri scienziati e ricercatori del Crea in prima fila nello sviluppo di soluzioni che rafforzano la sostenibilità e la competitività del nostro sistema agroalimentare”.

“Una vittoria di Coldiretti che ha costruito un’alleanza europea anche tra quei Paesi che hanno da sempre avversato gli Ogm ma che hanno riconosciuto l’importanza delle nuove tecniche per il futuro dell’agricoltura che occorre ora rendere quanto prima disponibili per l’utilizzo nei campi”, ha gioito il presidente di Coldiretti Ettore Prandini. “Noi ne abbiamo sempre sostenuto con convinzione l’importanza strategica e continueremo a vigilare per consentire che questo strumento sia accessibile per tutti gli agricoltori – ha affermato il presidente di Cia Cristiano Fini -. I critici delle Tea hanno parlato di ‘nuovi Ogm’ ma così non è -aggiunge Fini- perché il miglioramento genetico che si ottiene con queste tecniche esclude qualsiasi trasferimento di Dna tra organismi appartenenti a specie diverse. In questo modo possiamo rispondere alle esigenze e alle difficoltà che i nostri agricoltori fronteggiano ogni giorno”.

Condividi

Scopri il nuovo podcast
"Faccia a Faccia"

Fabio Salamida e Francesco Giubilei si confrontano ogni settimana sui temi più caldi dell’attualità italiana ed europea.