L’Unione europea abbandona la deriva ambientalista del Green Deal promettendo una linea “pragmatica” sull’agricoltura. La buona notizia (in attesa dell’attuazione concreta) arriva dalla “Visione europea per l’agricoltura e l’alimentazione” presentata dalla Commissione a Bruxelles e che ha trovato l’apprezzamento del governo italiano e delle associazioni degli agricoltori.
Superato principio Farm to Fork, bentornato pragmatismo
Dalla Visione sparisce la strategia “Farm to Fork” (F2F) che era al centro del piano del Green Deal e che prevedeva una serie di iniziative per intervenire lungo tutta la filiera alimentare, inclusi i servizi accessori come la ristorazione e il turismo. Dei vincoli F2F, che avrebbero costretto le imprese a sostenere costi molto elevati, nella Visione non si fa cenno. Si parla invece, di un sistema resiliente, grazie all’attuazione di alcuni principi: semplificazione, innovazione, sostegno agli agricoltori. “La Visione è la nostra risposta decisa all’appello del settore agroalimentare – ha sottolineato il vice presidente esecutivo Raffaele Fitto -. La Commissione è partita da alcuni principi semplici ma cruciali: l’agricoltura e l’alimentazione sono settori strategici per l’Ue, la sicurezza e la sovranità alimentare non sono negoziabili, l’alimentazione è una parte essenziale della nostra competitività economica”.
Semplificazione e innovazione
Sulla base della Visione nel corso del 2025 la Commissione proporrà un pacchetto globale di semplificazione del quadro legislativo agricolo attuale, unitamente a una strategia digitale dell’Ue per l’agricoltura volta a sostenere la transizione verso un’agricoltura pronta per il digitale.
Il piano delinea quattro ambiti prioritari. In primo luogo l’attrattività del settore, incoraggiando i giovani a intraprendere la professione. La Commissione si impegna a garantire che gli agricoltori non siano costretti a vendere sistematicamente i propri prodotti al di sotto dei costi di produzione e adotterà misure concrete a tal fine, anche attraverso la revisione della direttiva sulle pratiche commerciali sleali. Nel 2025 la Commissione presenterà inoltre una strategia per il ricambio generazionale.
Il secondo punto mira a creare un settore competitivo e resiliente utilizzando i negoziati e gli accordi commerciali “tutelando gli interessi degli agricoltori europei” e cercando “un maggiore allineamento delle norme di produzione per i prodotti importati” per evitare che le giuste norme di sicurezza europee non si traducano in uno “svantaggio competitivo”. Questo riguarda, per fare un esempio pratico, l’uso di pesticidi vietando l’ingresso nell’Ue ai prodotti che contengano sostanze non autorizzate, anche se in quantità inferiore alle soglie minime di sicurezza previste. Un problema che gli agricoltori avevano sollevato, da ultimo, per l’accordo sul Mercosur.
La Commissione riconosce poi la necessità di “conciliare” l’azione per il clima con la sicurezza alimentare e le sfide specifiche cui deve far fronte il settore, promettendo di aiutare gli agricoltori a misurare e migliorare le prestazioni delle loro aziende e predisponendo una strategia sulla resilienza idrica.
Infine la Commissione presenterà un piano d’azione rurale aggiornato per garantire che le zone rurali rimangano “dinamiche, funzionali e profondamente collegate al patrimonio culturale e naturale dell’Ue” e avvierà un dialogo annuale sull’alimentazione con un’ampia gamma di attori per trovare soluzioni a questioni come “l’accessibilità economica dei prodotti alimentari e l’innovazione”.
Un capitolo importante riguarda la nuova Politica agricola comune: nell’ambito della prossima proposta sul quadro finanziario pluriennale (QFP) verrà disegnata una Pac “più semplice e mirata” con “un sostegno” diretto (e questo è importantissimo) agli agricoltori e in particolare ai giovani e a coloro che praticano l’agricoltura in zone soggette a vincoli naturali. Si darà precedenza agli incentivi anziché alle condizioni.
Soddisfazione del governo e della associazioni
La Visione sembra venire incontro alla gran parte delle richieste venute, negli ultimi anni, dal mondo dell’agricoltura. Se la precedente impostazione – a causa di burocrazia e vincoli insostenibili – rischiava di soffocare il settore, il nuovo approccio “pragmatico” può creare le basi per un rilancio di un comparto fondamentale per l’Italia, dove gli agricoltori sono importanti attori economici ma svolgono anche un ruolo sociale e ambientale, custodendo territorio e tradizioni. E infatti il ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, ha salutato la Visione come “un vero e proprio cambio di rotta, netto e radicale, rispetto alle strategie degli ultimi cinque anni, che rincorrevano visioni ideologiche che appiattivano il Green Deal su una presunta tutela dell’ambiente, tutta a carico del sistema produttivo, con gravi criticità, soprattutto nel mondo agricolo”.
“Finalmente la Commissione smette di fare pura ideologia e riconosce come fondamentali alcuni obiettivi portati avanti dalla Coldiretti con le mobilitazioni a Bruxelles quali sostegno al reddito dei veri agricoltori a partire dai più giovani, obbligono dell’origine in etichetta con indicazione del Paese, reciprocità negli accordi commerciali, controlli più efficaci alle frontiere europee, potenziamento del contrasto alle pratiche sleali”, commentano Coldiretti e Filiera Italia.
“Il cambio di passo dell’Ue nei confronti dell’agricoltura è notevole: il settore primario e la figura dell’agricoltore sono al centro di una nuova visione lontana dalle ideologie che in questi anni hanno fatto perdere competitività all’Europa. Esprimiamo apprezzamento al commissario Hansen e garantiamo il nostro sostegno in questa direzione”, aggiunge il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti.





