L’UE prepara la lista dei “contro dazi” e apre consultazione pubblica

“Sui dazi forse abbiamo un pochino sbagliato“. L’ammissione di Donald Trump apre qualche spiraglio nella temuta guerra commerciale tra Usa ed Europa. Ma le trattative per trovare un accordo sono ancora in alto mare e allora la Commissione prepara le “ritorsioni” da mettere eventualmente in campo. 

L’esecutivo comunitario ha approvato la lista dei prodotti americani su cui applicare propri dazi. Si tratta di beni per un valore di 95 miliardi di euro, che comprendono un’ampia gamma di prodotti industriali e agricoli. La Commissione sta inoltre valutando possibili restrizioni su alcune esportazioni Ue di rottami di acciaio e prodotti chimici verso gli Stati Uniti per un valore di 4,4 miliardi di euro. Su questo la Commissione ha deciso di avviare una consultazione pubblica con le parti interessate, che resterà aperta fino al prossimo 10 giugno. Chiunque sia interessato dalle potenziali misure di riequilibrio attualmente in esame è invitato a presentare le proprie opinioni. Poi, sulla base dei contributi raccolti, la Commissione finalizzerà la sua proposta per l’adozione di contromisure e consulterà gli Stati membri. Solo al termine di questo iter Bruxelles metterà a punto un atto giuridico che imponga le contromisure, pronto da utilizzare nel caso in cui i negoziati con gli Stati Uniti non producano un risultato soddisfacente.

“I dazi – ha ribadito la presidente della Commissione Ursula von der Leyen – stanno già avendo un impatto negativo sulle economie mondiali. L’Ue mantiene il proprio pieno impegno a negoziare accordi con gli Stati Uniti. Riteniamo che sia possibile giungere ad accordi vantaggiosi per i consumatori e per le imprese su entrambe su entrambe le sponde dell’Atlantico. Allo stesso tempo, continuiamo a prepararci a tutte le eventualità, e la consultazione contribuirà a guidarci lungo questo percorso necessario”. 

Parallelamente l’Ue avvierà anche una procedura di risoluzione delle controversie nell’ambito dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) nei confronti degli Stati Uniti. Il primo atto di tale controversia è la presentazione formale di una richiesta di consultazioni, sulla base della convinzione che i dazi rappresentino una palese violazione delle norme fondamentali dell’Organizzazione. 

Trump aveva annunciato i dazi lo scorso 2 aprile. Per l’Ue li ha fissati al 20%, mentre sono del 25% quelli imposti su tutte le importazioni di veicoli e componenti per automobili. Le nuove tariffe andavano ad aggiungersi a quelle del 25% sulle importazioni di acciaio, alluminio e prodotti derivati, proposti dagli Stati Uniti il ​​10 febbraio 2025. Il 9 aprile, gli Stati Uniti hanno annunciato una sospensione di 90 giorni del dazio specifico dell’Ue del 20%, lasciando in vigore un dazio del 10%. In risposta, il 14 aprile, l’Ue ha sospeso per 90 giorni una serie di contromisure sulle importazioni di acciaio e alluminio dall’Ue per lasciare spazio ai negoziati. Attualmente, 379 miliardi di euro di esportazioni dell’Ue verso gli Stati Uniti (pari al 70% del totale ) sono soggetti a nuovi dazi (compresi quelli sospesi) dall’insediamento della nuova amministrazione statunitense. 

Secondo una prima stima di Prometeia se confermati i dazi americani potrebbero costare alle aziende italiane tra 4 e 7 miliardi di euro. A subire i colpi maggiori le bevande, che vendono il 39% della loro produzione sul mercato USA, le automobili (30,7%), altri mezzi di trasporto come yacht e moto (34%) e i medicinali (30,7%). 

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