L’Ue trova l’intesa sull’accordo per i dazi Usa (con clausole “anti-Trump”)

L’Unione Europea trova l’intesa sull’attuazione dell’accordo sui dazi con gli Usa raggiunto lo scorso anno in Scozia, ma inserisce le clausole “anti-Trump”. E’ stata necessaria una nuova e lunga seduta notturna, tra il 19 e il 20 maggio, per arrivare al disco verde in sede di “trilogo”, l’organismo che mette insieme i rappresentanti degli Stati membri, della Commissione e del Parlamento.

“Un accordo è un accordo e l’Ue rispetta i suoi impegni. Accolgo con favore l’accordo raggiunto”, ha commentato su X la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen.

Via libera ai due regolamenti attuativi

L’accordo provvisorio è su due regolamenti volti a dare attuazione agli aspetti tariffari della Dichiarazione congiunta Ue-Usa del 21 agosto 2025.

Il primo regolamento elimina i dazi rimanenti sui prodotti industriali americani e garantisce un accesso preferenziale al mercato, mentre il secondo riguarda la proroga della sospensione dei dazi per le importazioni di aragoste.

L’accordo provvisorio prevede anche una clausola sull’acciaio. La Commissione Ue infatti “ha la facoltà di sospendere le concessioni relative ai prodotti siderurgici e di alluminio destinati agli Stati Uniti qualora, entro il 31 dicembre 2026, gli Stati Uniti continuino ad applicare un dazio superiore al 15% sui prodotti derivati dall’acciaio e dall’alluminio importati dall’Ue”.

Le clausole di salvaguardia

L’intesa rafforza le condizioni in base alle quali la Commissione è autorizzata a sospendere, in tutto o in parte, l’applicazione del regolamento. Ciò può verificarsi (ed è la clausola “anti-Trump”) qualora gli Stati Uniti non rispettino gli impegni assunti nella dichiarazione congiunta, compromettano in altro modo gli obiettivi perseguiti nella dichiarazione congiunta o interrompano le relazioni commerciali e di investimento con l’Ue, anche discriminando o prendendo di mira gli operatori economici dell’Ue. Il meccanismo di sospensione può essere attivato anche qualora vi siano sufficienti indicazioni che tali azioni possano verificarsi in futuro.

L’accordo comprende inoltre un meccanismo di salvaguardia specifico, che fornisce all’Unione europea gli strumenti per affrontare eventuali aumenti significativi delle importazioni dagli Stati Uniti che causino o minaccino di causare gravi danni ai produttori nazionali, specifica la nota del Consiglio. In particolare, spiega l’esecutivo comunitario, “a seguito di una richiesta debitamente motivata da parte di tre o più Stati membri, dell’industria o dei sindacati dell’Ue, oppure di propria iniziativa, la Commissione avvierà un esame per valutare se l’aumento delle importazioni abbia causato o rischi di causare un danno grave ai produttori dell’Ue. Qualora vi siano prove sufficienti, la Commissione può decidere di sospendere, in tutto o in parte, l’applicazione del regolamento”.

La scadenza al 2029

I colegislatori hanno concordato inoltre di introdurre una clausola di scadenza, in base alla quale il regolamento cesserà di essere applicato alla fine del 2029, a meno che non vengano presi ulteriori provvedimenti. In pratica quando, in Usa, ci sarà una nuova amministrazione con cui l’Europa potrebbe negoziare un ritorno al passato o comunque condizioni più favorevoli.

L’intesa raggiunta prevede anche un meccanismo di monitoraggio periodico. “Sei mesi dopo l’entrata in vigore del regolamento, e successivamente ogni tre mesi, la Commissione dovrà informare i colegislatori delle variazioni dei volumi e dei valori degli scambi commerciali delle esportazioni statunitensi verso l’UE relative ai beni contemplati dal regolamento” e “sei mesi prima della scadenza del regolamento, la Commissione presenterà una valutazione completa che esaminerà, tra l’altro, l’impatto del regolamento sui flussi commerciali tra Ue e Stati Uniti, sui modelli commerciali, sulle entrate tariffarie e, più specificamente, l’impatto sulle Pmi. Ove opportuno, tale valutazione sarà accompagnata da una proposta legislativa per prorogare l’applicazione del regolamento”.

Ora l’accordo provvisorio sui due regolamenti dovrà essere approvato e formalmente adottato dalle istituzioni europee prima di essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. I regolamenti entreranno in vigore il giorno successivo alla loro pubblicazione. Il secondo regolamento, relativo all’importazione di aragoste, si applicherà retroattivamente a partire dal primo agosto 2025.

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