ROMA – Le turbolenze dei dazi tornano a farsi sentire. Ad agosto, secondo i dati diffusi da Istat, le esportazioni italiane in termini monetari calano dell’1,1% su base annua, ma il colpo più duro arriva dagli Stati Uniti, dove l’export segna un crollo del 21,1%.
Un dato che arriva in concomitanza con l’entrata in vigore dei nuovi dazi introdotti dall’amministrazione Trump, che hanno colpito settori chiave della manifattura italiana, dall’agroalimentare alla moda, fino alla meccanica di precisione.
L’agroalimentare paga il prezzo più alto
Secondo l’analisi della Coldiretti su dati Istat, il primo mese di applicazione delle tariffe aggiuntive del 15% ha fatto precipitare l’export agroalimentare italiano negli Stati Uniti del 23% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il calo più pesante riguarda il vino, dove la contrazione stimata supera il 30%, ma a soffrire sono anche formaggi, olio d’oliva e pasta.
Nei primi otto mesi del 2025, l’export agroalimentare verso gli Usa ha superato i 5 miliardi di euro, in linea con lo stesso periodo del 2024, ma il trend è diventato sempre più altalenante: dopo una crescita dell’11% nel primo trimestre, i mesi successivi hanno segnato un progressivo rallentamento fino al crollo di agosto.
Gli Usa frenano, l’Europa traina
Secondo l’Istat, i Paesi che contribuiscono maggiormente alla flessione complessiva sono proprio gli Stati Uniti (-21,1%), insieme a Turchia (-25,9%) e Cina (-16,3%).
A bilanciare, almeno in parte, ci pensano i mercati europei: Francia (+20,6%), Spagna (+9,4%), Paesi Bassi (+13,5%), Regno Unito (+7,3%) e Belgio (+8,8%) registrano invece un andamento positivo.
L’Europa si conferma quindi il principale alleato dell’export italiano, in un contesto globale dove le tensioni commerciali tornano a pesare sui rapporti transatlantici.
Le mosse del Governo
Il Governo ha annunciato misure di sostegno alle imprese esportatrici e un dialogo costante con Bruxelles per difendere la competitività del Made in Italy.
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha ribadito la necessità di rafforzare le tutele contro la concorrenza sleale e di sostenere la diversificazione dei mercati, con interventi mirati ai settori più colpiti, in particolare agroalimentare, moda e meccanica.
Secondo un rapporto Coldiretti/Censis, l’81% degli italiani ritiene essenziale che l’Unione Europea avvii nuove trattative con Trump per ottenere esenzioni dai dazi in comparti chiave come il vino, mentre il 79% chiede alla Commissione europea maggiore determinazione nei futuri negoziati.





