Montagna tricolore: la stagione dello sci 2025-2026 tra hi-tech, turismo e sostenibilità

Madonna di Campiglio

L’Italia si prepara a inaugurare una stagione sciistica da record. Dal primo weekend di dicembre, coincidente con il ponte dell’Immacolata, oltre venti nuovi impianti di risalita e innovativi sistemi di innevamento accoglieranno sciatori italiani e stranieri. Secondo le previsioni di Jfc, società di marketing turistico, il giro d’affari supererà i 12 miliardi di euro, grazie anche alla crescita degli arrivi dal Nord e dall’Est Europa.

La nuova frontiera della montagna italiana
Dopo anni difficili, la voglia di tornare in quota è più forte che mai. A spingere gli appassionati non è solo lo sport, ma anche il desiderio di relax, esperienze gourmet e attività après-ski. Il 75% degli italiani, secondo le stime, cerca oggi un divertimento più “soft”, fatto di rifugi accoglienti e benessere naturale.

A Madonna di Campiglio, regina delle Dolomiti di Brenta, la stagione si apre con un’idea destinata a far discutere: un “numero ideale” di presenze sulle piste, per garantire sicurezza e qualità. «Limitare gli skipass giornalieri a meno di 5mila nei giorni di punta – spiega Bruno Felicetti, direttore delle Funivie – significa offrire un’esperienza più autentica e meno affollata». Tra le novità, la cabinovia automatizzata Nube d’Argento, con una portata di 2.300 persone l’ora, e l’apertura anticipata delle piste alle 7.30 per favorire i residenti e i proprietari di seconde case.

Tecnologia e comfort: il nuovo turismo invernale
Non tutti i comprensori, però, seguiranno l’esempio di Campiglio. Dolomiti Superski, il più grande d’Italia, preferisce affidarsi alla tecnologia per regolare i flussi: heatmap digitali segnalano in tempo reale le aree più affollate, invitando gli sciatori a distribuire meglio la presenza sul territorio. Quest’anno debutta anche lo skipass digitale sullo smartphone in Val di Fassa, Alta Badia, San Martino di Castrozza e Alpe Lusia-San Pellegrino.

Gli investimenti non mancano. In Vialattea, tra Piemonte e Francia, sono stati stanziati 34 milioni di euro per potenziare gli impianti e i sistemi di innevamento. Courmayeur amplia le piste e introduce nuove soluzioni per la neve programmata, pur sollevando il dibattito sull’obbligo del casco, unico nel mondo: «Le forze dell’ordine dovrebbero multare anche gli sciatori stranieri che arrivano da Zermatt?», si chiede Danilo Chatrian, direttore generale delle Mont Blanc Funivie.

Verso le Olimpiadi: Cortina e Livigno laboratori del futuro
L’effetto olimpico è già visibile a Cortina d’Ampezzo, dove la cabinovia Apollonio-Socrepes, realizzata da Simico (Società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026), introduce un modello di mobilità integrata e “no auto”. Nel frattempo, l’ospitalità si sposta sempre più in alto di gamma: il Grand Hotel Ampezzo e lo storico Ancora, rilevato da Renzo Rosso e gestito da Egnazia Ospitalità Italiana, segnano l’ingresso dei grandi gruppi internazionali dell’hôtellerie.

In Lombardia, Bormio e Livigno si preparano anch’esse ai Giochi. Nella ski area Mottolino, sede delle gare di freestyle e snowboard, sono stati investiti oltre 50 milioni per modernizzare gli impianti, con la prima seggiovia a otto posti in regione e un sistema d’innevamento di ultima generazione.

Friuli, il paradiso delle famiglie
A Sappada, sulle Dolomiti friulane, lo skipass giornaliero costa 43 euro, ma chi sceglie il plurigiornaliero può accedere a tutti i comprensori regionali. Qui la montagna si fa anche family-friendly: 20mila metri quadrati di Nevelandia, la snow fun area più grande d’Italia, con gonfiabili, bob e percorsi per mini quad, completano un’offerta turistica che unisce sport e divertimento per tutte le età.

Tra cabinovie automatizzate, hotel di lusso e piste ribattute all’ora di pranzo, l’Italia dello sci corre veloce verso una nuova idea di montagna: più sostenibile, più digitale, ma sempre profondamente legata al fascino del Made in Italy.

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