A dicembre la spesa degli italiani raggiungerà i 26,6 miliardi di euro, con un aumento del 28,8 per cento rispetto alla media degli altri mesi dell’anno. Il Natale si conferma così uno dei principali motori dei consumi e un momento chiave per il made in Italy, trainato soprattutto dal comparto alimentare e delle bevande, che vale 17,7 miliardi di euro e rappresenta quasi due terzi della spesa complessiva. È quanto emerge da un’analisi di Confartigianato, che fotografa un 2025 all’insegna della qualità, della tipicità e del legame con i territori.
Un trend che si consolida nel tempo
Il dato del Natale 2025 si inserisce in una tendenza ormai strutturale. Già nel Natale 2024 la spesa di dicembre era stata stimata in 26,5 miliardi di euro, con una forte incidenza dei prodotti alimentari e artigianali. Anche sul fronte dei regali, gli ultimi Natali hanno mostrato una crescente attenzione verso il prodotto locale: secondo le stime Coldiretti, nel Natale 2024 la spesa per i doni aveva raggiunto i 7,6 miliardi di euro, con cibi, vini e specialità del territorio tra le scelte più diffuse. Un orientamento che conferma come il periodo natalizio sia diventato sempre più un’occasione di consumo consapevole e identitario.
La forza della spesa di prossimità
Nel 2025 sono 12,1 milioni gli italiani che dichiarano di acquistare prodotti a chilometro zero, pari al 23,5 per cento della popolazione sopra i 14 anni. Una domanda di prossimità che sostiene un tessuto produttivo ampio e capillare, composto da 298.381 imprese artigiane e 837.062 addetti, attivi in 47 settori. Dalle specialità alimentari all’abbigliamento, dall’oggettistica per la casa ai giocattoli fino ai servizi di cura della persona, i consumatori premiano beni su misura, sostenibili, durevoli e riconoscibili per storia e provenienza.
Natale e artigianato, torna #Acquistiamolocale
In questo scenario Confartigianato rilancia la campagna #Acquistiamolocale, pensata per promuovere regali di Natale che valorizzino l’artigianato made in Italy e rafforzino le economie territoriali. Al centro dell’iniziativa c’è il rapporto diretto tra chi produce e chi acquista e il ruolo delle botteghe come presidio economico, sociale e culturale. «Scegliere un regalo di Natale prodotto da un’impresa artigiana valorizza l’offerta di prossimità, intercetta la domanda di acquisti a chilometro zero e rafforza la fiducia nelle comunità», osserva il presidente di Confartigianato Marco Granelli.
La geografia della spesa natalizia
La Lombardia guida la classifica regionale con una spesa stimata di 4,6 miliardi di euro, seguita da Lazio con 2,7 miliardi, Veneto con 2,3 miliardi, Emilia-Romagna con 2,2 miliardi, Campania con 2,1 miliardi, Piemonte e Sicilia con 2 miliardi ciascuna, Toscana con 1,7 miliardi e Puglia con 1,6 miliardi. Guardando alle province, Roma è in testa con una spesa stimata di 2.030 milioni di euro, seguita da Milano con 1.578 milioni e Napoli con 1.107 milioni. Subito dopo si collocano Torino con 1.064 milioni, Brescia con 553 milioni, Bologna con 530 milioni, Palermo con 495 milioni, Bari con 490 milioni, Bergamo con 482 milioni e Firenze con 467 milioni.
All’interno delle regioni emergono dinamiche territoriali significative. In Abruzzo la spesa natalizia complessiva è stimata in 541 milioni di euro, con Chieti a quota 158 milioni, Pescara a 132 milioni, L’Aquila e Teramo entrambe a 126 milioni. In Veneto, oltre al dato regionale, si distinguono Padova con 433 milioni, Verona con 431 milioni, Venezia con 405 milioni, Treviso con 396 milioni e Rovigo con 109 milioni. In Lombardia, complessivamente, circa 49 mila imprese artigiane intercettano la domanda natalizia, dando lavoro a 137 mila addetti, quasi un terzo dell’occupazione artigiana regionale.
Sotto l’albero il valore del Brand Italia
L’andamento dei consumi racconta una domanda vivace ma sempre più selettiva, che sotto l’albero di Natale premia qualità, filiera corta e legame con i territori. Un segnale positivo non solo per l’economia, ma anche per il Brand Italia: il made in Italy si conferma protagonista delle feste, rafforzando la competitività delle imprese locali e riaffermando il valore economico e culturale dell’artigianato.





