No di Italia e Francia, slitta la firma dell’accordo Mercosur

Mercosur, agricoltura

Slitta, probabilmente a gennaio, la firma dell’accordo commerciale Ue-Mercosur. La decisione è stata presa dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, visto il no di Francia e Italia confermato nel corso del Consiglio europeo del 18 dicembre. Entrambi i Paesi, infatti, hanno chiesto un rinvio per lavorare sulle garanzie di reciprocità e di sicurezza dei prodotti importati dal Sud America. Anche il leader brasiliano Lula, presidente di turno del Mercosur, aveva tentato (invano) di convincere Macron e Meloni, quest’ultima contattata direttamente al telefono.

Il “no” di Italia e Francia

“Riteniamo che i conti non tornino e che questo accordo non possa andare avanti così com’è”, ha detto il 18 Macron, che ha precisato; “Siamo favorevoli agli scambi” ma “serve reciprocità”. Macron ha anche spiegato di averne parlato più volte con Meloni rilevando che “anche lei ritiene che la questione non sia ancora pronta per essere votata”. La premier, da parte sua, ha assicurato che “il Governo italiano è pronto a sottoscrivere l’intesa non appena verranno fornite le risposte necessarie agli agricoltori, che dipendono dalle decisioni della Commissione europea e possono essere definite in tempi brevi”.

Cosa farà von der Leyen

“La firma dell’accordo Ue-Mercosur è postposta all’inizio di gennaio”, ha quindi dovuto ammettere von der Leyen. I giorni guadagnati dovrebbero consentirle di presentare la dichiarazione riguardo alla questione della “reciprocità”, che si è impegnata a fare nel quadro dell’accordo sulle misure di salvaguardia per le importazioni dal Mercosur raggiunto tra il Consiglio Ue e il Parlamento europeo. La dichiarazione – a quanto si apprende – dovrebbe riguardare l’abbassamento delle attuali “soglie di tolleranza” per i residui di pesticidi e altre sostanze pericolose vietate per alimenti e mangimi in Europa, in modo che nei prodotti importati queste soglie corrispondano ai livelli di individuazione in laboratorio (“zero tecnico”). Su questo punto la Commissione ha già fatto una proposta, riguardante le sostanze più pericolose, nel quadro dell’ultimo pacchetto Omnibus di semplificazione riguardante alimenti e mangimi.

Trattori in strada a Bruxelles

Mentre questo accadeva all’interno del palazzo del Consiglio, fuori, nel quartiere europeo di Bruxelles, andava in scena la protesta degli agricoltori, scesi in piazza in 10 mila con un migliaio di trattori. Nel corso della manifestazione ci sono stati anche scontri con la polizia. Al centro della protesta l’accordo Ue-Mercosur, ma soprattutto il nuovo progetto di bilancio comunitario, con l’accorpamento dei fondi Pac e di Coesione che comporterebbe una riduzione dei fondi per l’agricoltura. Una delegazione degli agricoltori è stata ricevuta da von der Leyen e dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa che hanno assicurato “un sostegno forte e duraturo nel bilancio dell’Ue. Aiuti mirati per le piccole aziende agricole e familiari, nonché per i giovani agricoltori. E semplificazione per rendere più facile la vita quotidiana degli agricoltori”.

Al contrario, afferma il presidente di Coldiretti Ettore Prandini, “è emersa con chiarezza l’assenza di qualsiasi apertura rispetto alle richieste avanzate sul futuro del bilancio agricolo”. Adesso “è necessario che le istituzioni nazionali siano pienamente consapevoli del rischio che si sta delineando. La Commissione non intende mettere nuove risorse sull’agricoltura e spinge verso un confronto diretto tra i ministri nazionali e i diversi settori che attingono ai fondi di coesione, aprendo un conflitto che rischia di penalizzare gravemente il mondo agricolo. Serve un cambio di rotta immediato: l’agricoltura è un settore strategico per l’Europa e deve essere trattata come tale”.

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