L’Europa sospende il voto sull’accordo di agosto sui dazi, ma al tempo stesso lascia la porta aperta a un dialogo con Donald Trump. E’ questa la posizione emersa a Bruxelles lunedì 23 febbraio dopo il “terremoto” causato dalla decisione della Corte suprema americana di dichiarare illegittime le tariffe imposte dal tycoon l’estate scorsa. Il presidente americano ha subito reagito rilanciando dazi al 15% per l’Europa, agganciati a una diversa base giuridica, che avranno però validità solo per 150 giorni, fino alla fine di luglio. Al di là dell’impatto dei misura in sé, il problema maggiore per le imprese è quello dell’incertezza: senza una prospettiva chiara il rischio è il blocco degli investimenti ma anche una contrazione dell’export con un contraccolpo per Paesi come l’Italia che hanno negli Usa uno dei principali mercati di sbocco.
La storia della crisi
Facciamo un passo indietro. La crisi è iniziata il 2 aprile del 2025 quando, in quello che lui stesso chiamò “Liberation day”, Trump annunciò dazi per molti Paesi, compresa l’Ue. Da quel momento iniziò la trattativa, con una sospensione dell’entrata in vigore, che portò all’inizio di agosto all’accordo del Turnberry Golf Club in Scozia, in cui l’Ue accettò tariffe del 15%. L’accordo, in vigore, deve essere ancora ratificato dal Parlamento europeo, che però ha sospeso l’iter dopo la decisione della Corte. Lasciando però la porta aperta al confronto, come auspicato anche dal governo italiano.
La trattativa Ue-Usa
Il Commissario al commercio Maros Sefcovic ha parlato con il Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti Jamieson Greer, con il segretario al Commercio Howard Lutnick e con lo stesso Trump. La Commissione “chiede piena chiarezza sulle misure che gli Stati Uniti intendono adottare a seguito della recente sentenza della Corte Suprema sull’International Emergency Economic Powers Act. La situazione attuale non favorisce la realizzazione di scambi e investimenti transatlantici ‘giusti, equilibrati e reciprocamente vantaggiosi’, come concordato da entrambe le parti e specificato nella dichiarazione congiunta Ue-Usa dell’agosto 2025”. “Un accordo è un accordo”, ricorda la Commissione, avvertendo che “in qualità di principale partner commerciale degli Stati Uniti, l’Ue si aspetta che gli Stati Uniti onorino i propri impegni stabiliti nella dichiarazione congiunta, così come l’Ue si impegna a rispettarli. In particolare, i prodotti dell’Ue devono continuare a beneficiare del trattamento più competitivo, senza aumenti dei dazi oltre il tetto massimo chiaro e onnicomprensivo precedentemente concordato”. Al momento l’unica risposta venuta dalla Casa Bianca è la conferma delle nuove tariffe, ma con il presidente Usa non si sa mai.
Tajani incontra ministri G7 e imprese, task force alla Farnesina
Per quanto riguarda l’Italia, il 23 febbraio il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha partecipato alla riunione ministeriale Commercio del G7, nel corso della quale Jamieson Lee Greer, negoziatore commerciale americano, avrebbe indicato ai ministri dei sette grandi che l’intenzione dell’amministrazione Trump dopo la sentenza della Corte Suprema sarebbe quella di mantenere il quadro delle tariffe precedenti, collegandole però a basi giuridiche differenti. “Il nostro scopo è agire rapidamente per evitare nuove incertezze. Ma vogliamo anche evitare l’idea che possano esserci rimborsi per aziende esportatrici straniere”, avrebbe affermato. Tajani al termine ha riunito in videocollegamento da Bruxelles le principali imprese e associazioni di imprese del Paese. Il titolare della Farnesina di è detto “moderatamente ottimista” e ha voluto “tranquillizzare le aziende perché saranno seguite minuto per minuto”. Per questo una task force export e dazi sarà operativa alla Farnesina dall’inizio del mese di marzo, con una sala operativa che lavorerà 24 ore su 24 per dare risposte al mondo imprenditoriale. “Lavoriamo molto sull’export, continueremo a lavorare anche sugli altri mercati, perché è giusto continuare a insistere sull’India, sui paesi del Golfo, sull’estremo Oriente, ma non lasceremo gli Stati Uniti”, ha ricorda il ministro invitando tutti a “mantenere la calma” perchè “reazioni scomposte non servono a raggiungere l’obiettivo”.





