Olio extravergina di oliva, arriva la stretta a tutela della qualità

Regole più stringenti per premiare l’olio extravergine di oliva di alta qualità e tutelare i consumatori. In seguito a una determinazione della Corte dei conti europea sulla materia (https://www.eca.europa.eu/ECAPublications/SR-2026-01/SR-2026-01_IT.pdf), il Ministero dell’Agricoltura, delle Foreste e della Sovranità alimentare ha emanato una circolare (https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/24902) che vieta la possibilità di miscelare l’olio vergine all’extravergine, raccogliendo le indicazioni delle associazioni di categoria. 

Cosa prevede la circolare

Partendo dall’art. 6, paragrafo 2, del Reg. (UE) n. 2104/2022, la circolare prevede che secondo le normative europee, per l'”olio extra vergine di oliva” è prevista la dicitura “olio di oliva di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici»; per l'”olio di oliva vergine”, invece, «olio di oliva ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici”. Dunque, l’informazione veicolata al consumatore punta l’accento sulla superiorità della categoria dell'”olio extra vergine” rispetto a quella del “vergine”. Per questo il Masaf stabilisce che il prodotto ottenuto dalla miscelazione non possa essere classificato nella categoria dell'”olio extra vergine di oliva”, ma debba essere classificato, e di conseguenza etichettato, come prodotto appartenente alla categoria inferiore.

La soddisfazione dei produttori 

“L’olio è alla base della nostra dieta, ed è usato quotidianamente da tutte le famiglie italiane. Per questo c’è bisogno di regole certe per chi produce e imbottiglia e di informazioni chiare per chi acquista e consuma. Da oggi potrà essere etichettato come olio extra vergine di oliva solo olio di oliva di categoria superiore. L’olivicoltura è un patrimonio italiano da proteggere e valorizzare, oltre un milione di ettari del nostro territorio sono dedicati a questa attività millenaria. Dare queste regole stringenti, aumentare i controlli, assicurarsi che ciò che viene chiamato olio extravergine di oliva italiano lo sia davvero è una garanzia per la salute, il benessere dei cittadini e per il lavoro dei nostri agricoltori”, ha commentato il ministro Francesco Lollobrigida (https://www.masaf.gov.it/Olio-lollobrgida-evo-miscelato). “Una storica vittoria contro i trafficanti di olio e contro chi specula sulla salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori”, commentano Coldiretti e Unaprol, che auspicano ora “controlli più efficaci e nuove tecnologie contro le frodi”.

Normativa europea rigida ma non tutti gli Stati la rispettano

Nel suo audit, la Corte dei Conti comunitaria ha riscontrato che esiste un quadro giuridico completo dell’Ue per i controlli di conformità sull’olio d’oliva, che però non tutti gli Stati membri applicano appieno. I controlli di conformità hanno infatti individuato “casi di mancato rispetto delle norme” e “alcune carenze nei sistemi di controllo, principalmente per quanto riguarda i contaminanti diversi dagli antiparassitari”. Questo perché “le norme dell’Ue non sono sempre rispettate. Alcuni degli Stati membri visitati dagli auditor della Corte non effettuano il numero minimo di controlli, effettuano analisi di laboratorio incomplete o escludono parti del mercato dalle analisi dei rischi”. 

Da qui la decisione dell’Italia di rendere ancora più stringente la normativa e intensificare i controlli per garantire il rispetto delle norme e certificare che l’olio Made in Italy sia effettivamente prodotto in Italia e non “tagliato” con quello di altri Paesi senza indicarne l’esatta provenienza. Un fenomeno diffuso se l’Italia produce circa 234 milioni di litri di olio extravergine d’oliva a fronte di consumi interni pari a 461 milioni di litri, esportazioni per 318 milioni di litri e importazioni che raggiungono i 545 milioni di litri all’anno. Numeri che, secondo Coldiretti e Unaprol (https://www.coldiretti.it/economia/olio-stop-a-miscelazione-extravergine-importante-per-fermare-i-trafficanti-e-tutelare-la-salute-dei-cittadini), evidenziano come una parte dell’olio straniero venga commercializzata sfruttando impropriamente il richiamo all’italianità, ingannando cittadini e produttori.

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