Massimiliano Giansanti (Confragricoltura) sulla nuova PAC: “Così ci affamano”

“La proposta attuale della Politica Agricola Comune non esiste più. Non è più una politica agricola comune, ma diventa una politica agricola nazionale. Più in generale è molto modesta, sia dal punto di vista del budget, sia della visione”.

Così Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura e del Copa, che definisce la proposta della Commissione “totalmente da cancellare”. Secondo Giansanti, l’agricoltura italiana ed europea si trovano a un punto di svolta: “Abbiamo bisogno di una politica agricola ambiziosa, che metta al centro la produttività, la competitività e una semplificazione amministrativa necessaria e fondamentale”.

Tra i nodi più urgenti cita il tema delle Ngt, le nuove tecniche genomiche: “È fermo da troppo tempo e dimostra quanto la burocrazia di Bruxelles soffochi il progresso, la scienza e la ricerca”.

Il presidente di Confagricoltura ricorda poi il ruolo fondativo dell’agricoltura per l’Europa: “Sessant’anni fa l’agricoltura e l’acciaio hanno fatto nascere l’Unione Europea; oggi prendiamo atto che, secondo la presidente della Commissione von der Leyen, l’agricoltura non è più strategica, nonostante sia una delle principali attività sostenute dagli Stati”. Giansanti lega la questione al tema dei costi per i cittadini: “Garantire l’autosufficienza alimentare significa non dipendere dalle importazioni. Nei Paesi del Nord Europa il costo del carrello della spesa è diventato una questione nazionale. Immaginate cosa vuol dire, in questa situazione, dipendere dall’estero per il cibo”.

La conclusione è netta: “Questa proposta della Pac non guarda al sostegno agli agricoltori né al giusto prezzo per i consumatori. Per questo è totalmente da cancellare”.

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