Semplificazioni e risorse, cosa c’è nel Pacchetto Vino Ue (che piace)


Il Parlamento europeo ha approvato ad amplissima maggioranza il “Pacchetto vino”, una serie di norme e aiuti per il settore. Un intervento atteso da tempo e resto ancora più urgente e importante dopo i dazi americani e viste le turbolenze del mercato. La legislazione dovrà ora essere formalmente adottata anche dal Consiglio Ue prima che possa essere pubblicata sulla Gazzetta ufficiale europea ed entrare in vigore.

Cosa prevede il pacchetto

Innanzitutto l’Europa semplifica e snellisce la normativa del settore puntando su tre pilastri fondamentali: la standardizzazione dell’etichettatura digitale tramite QR code, che garantisce trasparenza al consumatore e certezza normativa alle imprese superando le frammentazioni nazionali; l’estensione fino a nove anni dei programmi di promozione nei Paesi terzi, allo scopo di garantire la stabilità finanziaria necessaria per consolidare la presenza degli operatori italiani ed europei sui mercati globali; una semplificazione della gestione OCM (le organizzazioni comuni dei mercati create nell’ambito della PAC) volta a snellire le procedure per l’accesso ai fondi, ottimizzando l’impiego delle risorse destinate a competitività e innovazione.

Previsti anche più fondi e flessibilità per i produttori di vino che, in risposta a gravi calamità naturali, condizioni meteorologiche estreme o fitopatie riceveranno un sostegno finanziario aggiuntivo. Il testo prevede inoltre che i fondi UE possano essere utilizzati anche per la cosiddetta “estirpazione” cioè la rimozione definitiva delle viti per stabilizzare la produzione. Il massimale del sostegno nazionale alla distillazione del vino e alla vendemmia verde è fissato al 25% dei per il settore vitivinicolo per ogni Stato membro.

Il pacchetto si occupa anche dei vini analcolici e a ridotto contenuto alcolico – settore ancora di nicchia ma in crescita – con nuove norme che modificano le regole sull’etichettatura. Il termine “analcolico” accompagnato dall’espressione “0,0%” potrà essere utilizzato solo se la gradazione alcolica del prodotto non supera lo 0,05% vol. I prodotti la cui gradazione alcolica è superiore allo 0,5% vol, ma che allo stesso tempo sono già almeno del 30% inferiori alla gradazione alcolica standard della categoria di vino prima della dealcolazione, dovranno essere etichettati come “a ridotto contenuto alcolico”.

Novità anche per quanto riguarda l’enoturismo e la promozione delle esportazioni, perché le misure per incentivare la crescita economica nelle aree rurali e quelle per promuovere i vini europei di qualità nei paesi terzi potranno beneficiare di un finanziamento UE fino al 60% delle spese incorse, mentre gli Stati membri potranno aggiungere una copertura ulteriore fino al 30% per le piccole e medie imprese e al 20% per le aziende più grandi. Le nuove misure includono anche un sostegno finanziario aggiuntivo ai produttori per la promozione dell’enoturismo. Le attività che possono essere finanziate includono anche le iniziative informative e promozionali come pubblicità, eventi, mostre e studi. Queste attività possono ricevere sostegno per tre anni, rinnovabili due volte per un totale di nove anni.

La soddisfazione del governo


L’approvazione del pacchetto vino “segna ancora una volta un cambio di passo dell’Unione Europea, più compatibile con quella che è una tradizione europea che dobbiamo proteggere e valorizzare in un quadro mondiale sempre più complesso in cui la produttività, la tenuta dell’impresa, la creazione di ricchezza e il lavoro tornano ad essere un punto fondamentale dell’agenda europea”, secondo il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. “Stiamo marginalizzando per fortuna – aggiunge il ministro – quelle visioni iper-ambientaliste, iper-condizionanti che hanno frenato la crescita europea e che purtroppo ancora oggi stiamo pagando a causa di scelte irresponsabili del passato. Grazie al ruolo dell’Italia in questi ultimi anni abbiamo raggiunto risultati importanti: una delle prime azioni che ho contrastato è stata la stigmatizzazione del vino come prodotto non degno di essere sostenuto con campagne idonee a raccontare la possibilità di utilizzarlo in maniera responsabile e valutandolo nella sua complessità, che non è solo basata sull’alcol ma su tutta un’altra serie di fattori”.


I commenti dei produttori

Da parte delle associazioni di categoria il giudizio è in gran parte positivo. Il pacchetto europeo, secondo Coldiretti, rappresenta “un cambiamento significativo ma ora è essenziale garantire risorse adeguate al settore all’interno delle nuove politiche europee per rendere l’applicazione effettivamente utile alle aziende”.

Soddisfazione viene espressa anche da Federvini. “Il voto del Parlamento europeo – sottolinea la presidente del gruppo Vini Albiera Antinori – premia un lungo lavoro e rappresenta un risultato importante, perché offre finalmente un quadro normativo più chiaro, stabile e orientato alla crescita internazionale. Ora è fondamentale che la fase attuativa del Pacchetto Vino proceda senza ritardi, affinché le misure approvate possano tradursi rapidamente in opportunità di sviluppo per le imprese e per i territori”.


Il settore vino in Italia


Il settore vinicolo italiano è uno dei pilastri dell’economia agroalimentare, con un fatturato che ha raggiunto i 14,5 miliardi di euro. Le 241.000 imprese vitivinicole operano su una superficie di 681.000 ettari, con Veneto, Sicilia e Puglia in prima linea per estensione. Circa il 78% della superficie, corrispondente a circa 532.000 ettari, è dedicata alle Indicazioni Geografiche (65% DOP e 14% IGP), arricchendosi di una biodiversità senza eguali, con 570 varietà autoctone. Il valore dell’export supera gli 8 miliardi di euro.

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