Pacchi low cost, fine del gioco: l’UE sigilla la falla e protegge il made in Europe

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L’Unione Europea accelera sulla riforma delle regole dell’e-commerce: anche i pacchi di valore inferiore ai 150 euro saranno soggetti a tassazione doganale. Una decisione politica maturata all’Ecofin, che punta a ripristinare condizioni di mercato più eque e a contrastare un fenomeno ormai strutturale: l’arrivo in Europa di merce sottocosto proveniente da Paesi terzi, con effetti distorsivi sulla concorrenza e sul commercio tradizionale.

La linea italiana e l’appoggio di Giorgetti
Al termine della riunione, il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis ha chiarito che la misura nasce “dall’aumento dei volumi di prodotti venduti online e provenienti dalla Cina”. Una linea sostenuta dall’Italia fin dal principio. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha salutato la decisione come “un accordo positivo”, ricordando che Roma ha sempre considerato la fine dell’esenzione sotto i 150 euro un passo decisivo contro la concorrenza sleale che penalizza il tessuto produttivo europeo.

Numeri che preoccupano Bruxelles
Secondo la Commissione, nel 2024 il 91% dei pacchi sotto i 150 euro che entravano nel mercato unico arrivava dalla Cina, e fino al 65% risultava sottovalutato per eludere i dazi. Un flusso enorme che, secondo Giorgetti, contribuisce a indebolire il commercio al dettaglio: “Si compra online senza pagare IVA, mentre i negozi rispettano tutte le regole”.

Le critiche del Movimento 5 Stelle
Critico invece Pasquale Tridico, capodelegazione M5S al Parlamento europeo, che definisce la misura “un nuovo balzello a danno dei consumatori”, sostenendo che il problema della concorrenza sleale andrebbe affrontato “contrastando l’elusione fiscale delle multinazionali”.

Le prossime tappe verso il 2026
L’accordo raggiunto all’Ecofin è politico, ma restano da definire le modalità operative: se introdurre una tassa o un’imposta, e soprattutto a chi verranno destinate le entrate, se agli Stati membri o alla Commissione europea. Il dossier tornerà sul tavolo già il 12 dicembre, con l’obiettivo di arrivare a un sistema funzionante entro il 2026.

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