Piccoli borghi, cucina, Dop economy per l’ulteriore “salto” del turismo

Turismo Italia Borghi

Piccoli borghi e grandi eventi, tradizione e modernità, agroalimentare e territorio. Sono queste le chiavi per un ulteriore salto del turismo italiano, secondo la strategia emersa dal Terzo Forum internazionale del turismo che si è svolto a Milano.

I dati (in crescita) del 2025

Anche nel 2025 il settore turistico in Italia ha continuato a crescere e il traino delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina produrrà un ulteriore salto. Nei primi dieci mesi dello scorso anno, secondo i dati provvisori di Enit, sono state registrate oltre 438 milioni di presenze: una crescita del +2,3%, superiore a quelli di competitor diretti come la Spagna. Sia in Nord America che in Europa, secondo l’ad di Enit, Ivana Jelinic, c’è un interesse forte e in crescita per i Giochi invernali: +59% in Nord America, +28% nel vecchio continente.

Un trend confermato dai numeri della piattaforma “Alloggiati web” del Ministero dell’Interno. Gli arrivi nel Paese sono cresciuti complessivamente del 7,1%, passando da 173milioni nel 2024 a oltre 185milioni nell’anno appena trascorso. L’incremento del flusso turistico ha interessato sia le strutture alberghiere, aumentate a 104.660.524 di arrivi nel 2025 (+3%), sia quelle extra alberghiere cresciute a 80.617.418 (+13%). Il risultato positivo è frutto sia del maggiore numero di turisti italiani (+5,1%), sia dei turisti stranieri che sono cresciuti dell’8,7%.

Dall’undertourism ulteriori margini di crescita

Se questi sono i dati complessivi, se si guarda alle realtà territoriali il quadro è diverso. “L’undertourism – ha sottolineato la ministra del Turismo Daniela Santanchè – è un tema rilevante. Se il 75% dei turisti stranieri si concentra sul 4% del territorio nazionale, vuole dire che il governo deve occuparsi di quel 96% di territorio che non è ancora una destinazione turistica. E’ in quelle aree che c’è il vero potenziale di crescita”. Per questo l’obiettivo è la valorizzazione dei piccoli borghi con risorse statali ma anche europee. “Nel piano del Pnrr – ha spiegato Raffaele Fitto, vice presidente della Commissione europea – c’è uno stanziamento di un miliardo e duecento milioni di euro per i piccoli borghi che ha creato un’attenzione per quelle realtà che hanno una maggiore esigenza di mettere in campo delle scelte che possano valorizzare questi territori diversificando anche l’offerta turistica” e inoltre “nei prossimi mesi sarà approvata la strategia sul Right to Stay, finalizzata al potenziamento delle aree rurali e interne.

A breve saranno anche firmati gli accordi per i Fondi di Coesione e 60 milioni di euro — su un totale di 121 milioni destinati al turismo — saranno riservati a progetti per il miglioramento qualitativo delle destinazioni. Tali risorse sosterranno piccoli Comuni, isole minori e grandi centri attraverso una strategia unitaria volta a gestire i picchi di affluenza e a valorizzare le destinazioni secondarie. L’obiettivo è favorire un’integrazione strategica tra l’offerta delle grandi mete e quella delle realtà alternative, incluse le isole di rilievo europeo”.

Nel corso dei lavori è stato anche firmato con i sindaci dei Comuni aderenti alla Carta di Amalfi (località turistiche che soffrono maggiormente la pressione turistica) il protocollo d’intesa che istituisce il tavolo interistituzionale per lo sviluppo del Turismo sostenibile, volto a rafforzare il coordinamento multilivello nella gestione, sostenibilità e sicurezza dei flussi turistici e nella tutela dei territori più esposti.

Il ruolo di cucina italiana e dop economy

La cucina italiana e i nostri prodotti tipici sono un elemento chiave per l’attrazione dei turisti. Molti sono infatti quelli che si mettono in viaggio alla ricerca di gusti e tradizioni culinarie. Basti pensare che il recente riconoscimento Unesco della cucina italiana potrebbe determinare, nell’arco di due anni, un incremento dei flussi turistici fino all’8%, pari a circa 18 milioni di pernottamenti aggiuntivi.

Per questo, ha annunciato Santanchè, “siamo pronti a lanciare una nuova iniziativa che valorizzi il Turismo nel suo connubio con le eccellenze Dop dell’Italia, mettendo a frutto il nostro primato Ue per prodotti Dop/Igp, con 892 prodotti al 2024, e contando su un fatturato di oltre 40 miliardi di euro generato dal settore enogastronomico”. “Il valore di produzione della Dop Economy – ha ricordato il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida -è di 20,7 miliardi di euro e continua a crescere e contribuisce con il 19% al fatturato il totale del settore con una esportazione che è di 12 miliardi sui 70 che oggi la nostra nazione riesce a creare”.

L’importanza della sicurezza

Se questa è la strategia, un fattore determinate per i turisti è quello della sicurezza, che può influire in modo positivo, ma anche negativo, sui flussi. “Stiamo lavorando con il ministro dell’Interno – ha annunciato Santanchè – per inserire, nel nuovo decreto, una norma che consenta ai Comuni di destinare parte dei proventi della tassa di soggiorno al finanziamento dell’installazione di sistemi di videosorveglianza. Si tratta di una misura concreta di attenzione verso i territori e di un utilizzo mirato delle risorse pubbliche per garantire la sicurezza delle città, sempre più mete ambite dai turisti di tutto il mondo”. “La sicurezza è uno dei temi che rendono attrattivi le località turistiche” concorda il titolare del Viminale Matteo Piantedosi che spiega la tempistica: “Entro la fine del mese o la settimana successiva dovremo arrivare all’approvazione al consiglio dei ministri del decreto”.

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