Dal 13 al 16 gennaio 2026, la Fortezza da Basso di Firenze tornerà a essere il cuore pulsante della moda maschile con l’edizione numero 109 di Pitti Immagine Uomo. Il salone, riconosciuto a livello internazionale come la più importante vetrina del menswear, accoglierà oltre 700 brand che presenteranno le collezioni Autunno/Inverno 2026-2027.
Firenze capitale mondiale del menswear
Con una presenza internazionale pari al 44% degli espositori, Pitti Uomo si conferma un punto di riferimento per i buyer dei più prestigiosi negozi del mondo e per la stampa di settore. L’esperienza di visita sarà, come sempre, immersiva e dinamica, con sezioni espositive e spazi creativi pensati per offrire una narrazione completa dell’evoluzione del gusto, del mercato e dei nuovi desideri dei consumatori.
Quattro giorni di stile, business e cultura
Il programma, articolato in quattro giornate, non sarà solo una fiera ma un vero e proprio laboratorio di idee, incontri e scoperte. Eventi, presentazioni e collaborazioni speciali valorizzeranno i protagonisti e le nuove tendenze, trasformando Firenze in una capitale del lifestyle contemporaneo.
Napoleone: «Un momento di trasformazione e opportunità»
«Ogni edizione di Pitti Uomo è il risultato di ricerche, viaggi e connessioni che intrecciamo studiando a fondo le principali scene fashion», spiega Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine. «Venire a Firenze significa accedere a opportunità concrete, soprattutto in un momento come quello attuale di indubbia trasformazione».
Il sostegno al Made in Italy nel mondo
Fondamentale, anche per l’edizione 2026, il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. La collaborazione contribuisce a rafforzare la strategia di internazionalizzazione della moda italiana, favorendo l’arrivo a Firenze dei buyer più influenti e l’apertura verso i mercati emergenti.
«Grazie a questa sinergia possiamo continuare a investire nel portare a Pitti la comunità internazionale dei compratori e dei professionisti del lifestyle uomo», aggiunge Napoleone. «Il Made in Italy resta un punto di riferimento globale per qualità e creatività, e il nostro compito è farlo conoscere a chi rappresenta il futuro della distribuzione mondiale».





