Pratiche commerciali sleali in agricoltura, arriva la stretta Ue

Stop alle pratiche commerciali sleali, sia all’interno dell’Unione europea che all’esterno. E’ questo l’obiettivo delle nuove misure (https://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20260205IPR33625/nuove-norme-per-proteggere-gli-agricoltori-dalle-pratiche-commerciali-sleali) approvate all’unanimità, con soli 26 astenuti, dal Parlamento europeo, grazie a un particolare impegno bipartisan dell’Italia. Le norme devono ora essere adottate dal Consiglio dell’Ue si applicheranno 18 mesi dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Ue, per dare il tempo agli Stati membri di adeguare le legislazioni nazionali. In particolare le regole (https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-10-2025-0153-AM-085-085_IT.pdf) serviranno a proteggere gli agricoltori europei dalle pratiche commerciali sleali degli acquirenti di prodotti agricoli.

Intervento diretto degli Stati membri

Per rafforzare la tutela degli agricoltori, la nuova legislazione consentirà agli Stati membri di intervenire automaticamente e porre fine alle pratiche commerciali sleali transfrontaliere di propria iniziativa, senza bisogno di un reclamo da parte di un produttore. Questo nuovo sistema replicherà il regime di protezione delle indicazioni geografiche nel mercato unico.

Contrastare le pratiche commerciali sleali degli acquirenti extra UE

Per impedire agli operatori di eludere la legge trasferendosi al di fuori dell’UE, le nuove norme mirano anche a proteggere i produttori dalle pratiche commerciali sleali degli acquirenti (ad esempio, grandi distributori, catene di supermercati, grossisti e intermediari commerciali) extra-UE. Gli acquirenti registrati al di fuori dell’Ue dovranno designare una “persona di contatto” responsabile per l’UE nel caso in cui venga aperta un’indagine nei loro confronti. Questa persona sarà il punto di contatto principale per le autorità di controllo e sarà tenuta a facilitare le indagini sulle pratiche commerciali sleali. Con il regolamento viene inoltre istituito un meccanismo di azione coordinata nei casi di pratiche commerciali sleali transfrontaliere che coinvolgano almeno tre Paesi dell’Ue.

Scambio transfrontaliero di informazioni

Il regolamento consente alle autorità nazionali di controllo di informarsi reciprocamente sulle pratiche commerciali sleali o sul rischio che si verifichino, attraverso il sistema di informazione del mercato interno, un sistema informatico dell’UE già esistente finalizzato allo scambio di informazioni tra le pubbliche amministrazioni di diversi Stati membri. Questo scambio ha lo scopo di avere un effetto deterrente e garantirà risposte rapide e coordinate per contrastare le pratiche commerciali sleali. Le richieste di informazioni da parte di uno Stato a un altro dovranno ricevere una risposta entro un termine massimo di 90 giorni, con la possibilità di prorogarlo di altri 30 giorni.

Apprezzamento bipartisan

“Abbiamo trasformato quello che avrebbe potuto essere un semplice documento amministrativo in un potente atto di giustizia economica e sociale – ha sottolineato il relatore, l’italiano Il relatore Stefano Bonaccini (S&D) -. Stiamo quindi inviando un messaggio chiaro: gli agricoltori non saranno più costretti a sottomettersi alle richieste e ai comportamenti ingiusti dei grandi acquirenti e commercianti. Oggi l’Europa sta dimostrando di saper ascoltare e agire. Siamo al fianco di chi ha più bisogno di sostegno, rafforzando le tutele per i piccoli produttori e garantendo una filiera agroalimentare equa, trasparente e libera dallo sfruttamento”.

“Il via libera del Parlamento europeo al regolamento – commenta il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida – fortemente voluto e sostenuto dal Governo italiano, rappresenta un’ottima notizia per l’Italia e per l’Europa. Le nostre proposte sono state pienamente recepite. “È un risultato – ha detto Lollobrigida – che ci permette di proteggere le nostre eccellenze dando i mezzi per intervenire con maggiore efficacia a difesa dei produttori della filiera agroalimentare dalle pratiche sleali, anche oltre i confini nazionali, garantendo condizioni di equità nella concorrenza e nella sicurezza dei cittadini e il giusto reddito dei nostri agricoltori. É bello vedere l’Italia e l’agricoltura protagoniste in Europa”.

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