Proposta di legge e candidatura Unesco, la battaglia della Lega per salvare la Vespa

Salvare la Vespa, un mito del Made in Italy a livello mondiale, da un destino chiuso in garage. Eh sì perché sono lontani i tempi in cui Gregory Peck scorrazzava per Roma insieme ad Audrey Hepburn sulla sua 125. Oggi, complici le nuove norme sul Green Deal, la vespa rischia di non poter più circolare. Dunque la Lega ha avviato una doppia “offensiva” per ottenere le esenzioni dalle norme più restrittive.

La proposta di legge

Il 14 gennaio il Carroccio ha depositato la sua proposta di legge nei due rami del Parlamento con il senatore Roberto Marti, presidente della Commissione Cultura, Istruzione, Ricerca e Sport, e il deputato Riccardo Augusto Marchetti. “La proposta di legge della Lega per salvare la Vespa dalle follie del Green Deal europeo, fortemente caldeggiata dal ministro Salvini, è una battaglia di buonsenso per tutelare un vero e proprio simbolo dell’identità italiana nel mondo”, ha spiegato Marti. L’obiettivo è quello di aprire la possibilità a tutti i modelli Vespa di entrare nei centri storici. Le deroghe non riguarderebbero solo la Vespa ma anche altri veicoli storici di interesse collezionistico, come la Fiat 500. “Riconosciuta come patrimonio culturale nazionale e veicolo di interesse storico-culturale, la Vespa non può subire blocchi del traffico o qualsivoglia eurofollia del Green Deal. Andremo avanti spediti per accelerare l’iter della proposta di legge così da vincere una battaglia di buonsenso e orgoglio nazionale”, assicura Marchetti.

Parallelamente alla proposta di legge, è stato approvato – sempre su iniziativa leghista – anche un ordine del giorno. “per far entrare questo oggetto fra i veicoli di interesse nazionale, prevedendo anche la sua esclusione dalle eventuali limitazioni alla circolazione per emissioni di inquinanti atmosferici sulle strade urbane ove previsto dalla legislazione locale, nazionale ed europea”. “Dagli anni della Dolce Vita – ricorda la Lega – quello che era nato come mezzo di trasporto, ha superato la sua funzione originaria ed è diventato una vera e propria icona di stile, libertà e bellezza commercializzata in 83 Paesi in tutti i continenti. Indimenticabile la scena con Audrey Hepburn e Gregory Peck in Vacanze Romane del 1953 in sella su una Vespa bianca che diede il via ad una storia tutta italiana che Fellini ne La Dolce Vita consacrò definitivamente. Da lì in poi, il Bel Paese agli occhi del mondo si spostava in Vespa e da Hollywood a Bollywood, passando per i film nostrani, la Vespa ha ‘recitato’ in più di 1000 film. Un’espressione storica, culturale, artistica del nostro Paese che non può fermarsi ma che deve essere tutelata a tutti gli effetti anche dalle politiche europee del green deal”.

Vespa e 500 patrimonio dell’Unesco

Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, al question time, è andato oltre. Rispondendo a un’interrogazione di Marchetti sulle iniziative volte a “promuovere il riconoscimento del valore storico della Vespa e della Fiat 500 in relazione alle possibili limitazioni derivanti dalle normative per il contenimento delle emissioni”, il ministro ha ricordato che nel codice della strada esistono già delle tutele per chi è in possesso di auto o moto d’epoca e che entro la primavera ci saranno ulteriori deroghe. Però, ha aggiunto, “è mia intenzione come ministro sostenere fortemente l’iniziativa di presentazione della candidatura come patrimonio immateriale Unesco per la Vespa, si tratta di un iter complesso ma di fondamentale importanza per tutelare questi beni e una possibilità in più per milioni di appassionati che custodiscono un pezzo importante del patrimonio motoristico italiano con buona pace dei burocrati di Bruxelles”.

La storia della Vespa

La Vespa nacque nel 1946, all’indomani della guerra. Il primo prototipo fu prodotto nello stabilimento Piaggio (https://www.piaggiogroup.com/it/gruppo/storia) di Pontedera (Pisa) e messo in commercio. Quasi subito si trattò di un grande successo, tanto che nei primi dieci anni venne prodotto un milione di esemplari. Nella sua storia, tra i vari modelli, ne sono stati venduti circa 20 milioni in più di 80 paesi.

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