Prosecco, boom negli Stati Uniti: +178% in sette anni

Il Prosecco continua a consolidare la propria leadership internazionale e a trainare il comparto vinicolo italiano negli Stati Uniti. Secondo un focus dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly, diffuso in vista di Vinitaly.USA (Chicago, 5-6 ottobre), negli ultimi sette anni le vendite di Prosecco sul mercato americano sono cresciute del 178%, un incremento pari a quattro volte il tasso complessivo dei vini made in Italy nello stesso periodo.

Un fenomeno trasversale

Il Prosecco oggi rappresenta il 31% dei consumi a valore di tutti i vini italiani commercializzati negli USA. Si distingue per un indice di penetrazione elevatissimo, capace di intercettare in modo trasversale tutte le fasce d’età, con particolare forza tra i millennials (27%) e il target femminile (sei consumatrici su dieci). Non solo: è diventato anche l’emblema dei mixed-wine made in Italy, confermando la propria capacità di adattarsi ai nuovi trend di consumo e alla mixology.

Dalla piramide produttiva alla consacrazione internazionale

A quindici anni dalla ridefinizione della piramide produttiva – con le denominazioni Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, Asolo Docg e Prosecco Doc – il valore complessivo del “nuovo” Prosecco a denominazione è passato da zero a 531 milioni di dollari sul mercato statunitense. Un risultato che certifica l’efficacia della strategia di valorizzazione e il riconoscimento crescente del prodotto come simbolo di qualità e lifestyle italiano.

Resilienza e strategia di promozione

“Non si può dire che in questi anni non ci siano state difficoltà extra-settore, dal Covid al calo dei consumi fino alla concorrenza con altre categorie di bevande – ha sottolineato Adolfo Rebughini, direttore generale di Veronafiere –. Ma il Prosecco ha dimostrato una straordinaria capacità di resilienza, rafforzandosi grazie a una strategia coerente di valorizzazione e a investimenti promozionali sempre più efficaci”.

La presenza a Vinitaly.USA della collettiva della Regione Veneto e di alcune tra le principali realtà produttive delle tre denominazioni va in questa direzione: consolidare la notorietà del marchio, rafforzare la percezione di qualità e affrontare con maggiore coesione anche la sfida dei dazi.

Un modello per tutto il Made in Italy

Il caso del Prosecco conferma come la combinazione tra qualità produttiva e promozione mirata sia la chiave per affermarsi a livello globale. Non solo un successo commerciale, ma un modello che può ispirare l’intero comparto agroalimentare italiano. Vinitaly.USA si propone così non solo come vetrina del vino, ma come piattaforma per raccontare l’eccellenza del Made in Italy e il suo ruolo sempre più centrale nel mercato internazionale.

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