Il PSN e la nuova PAC: agricoltura green, di qualità e sostegno ai giovani

Sostenibilità, digitalizzazione e impiego dell’Intelligenza artificiale, sostegno ai giovani. Sono le linee guida fondamentali del Piano Strategico Nazionale (Psn) 2023-2027, che attua in Italia la nuova Politica agricola comune (Pac) europea. Un’opportunità importante per modernizzare e rendere sempre più competitivo un settore fondamentale per il Made in Italy. 

I numeri dell’agricoltura italiana

Secondo i dati Istat, in Italia operano oltre un milione di aziende agricole. Nonostante che nell’arco di 30 anni siano scomparse quasi due aziende agricole su tre, in Ue 12,5 aziende agricole su 100 sono italiane. La superficie agricola utilizzata è pari a 12,4 milioni di ettari e la dimensione media aziendale si attesta sui 10,9 ettari medi per azienda, tra le più basse più bassa dell’Ue, dove la media è di 17,4 ettari per azienda. Le aziende agrituristiche sono oltre 25 mila, con la più alta densità in Trentino-Alto Adige/Sudtirol (29 aziende agrituristiche per 100 kmq) e in Toscana (25 aziende per 100 kmq). Tra le coltivazioni, spicca la produzione di olive da olio (in diminuzione), di agrumi, di uva da vino (7.444,5 migliaia di tonnellate, in aumento). Ogni anno, infine, in Italia vengono macellati oltre 5,5 milioni di capi tra bovini, bufalini, ovini e caprini. 

La nuova PAC europea

Il programma della politica agricola comune fino al 2027 prevede un’impronta “green”, con condizioni ambientali che gli agricoltori devono rispettare; un sostegno più mirato alle aziende agricole di piccole dimensioni; una maggiore flessibilità nell’adattamento delle misure alle condizioni locali. Ogni Stato membro dell’Ue ha dovuto effettuare un’analisi di ampio respiro per individuare le proprie esigenze specifiche e mettere a punto un piano strategico, approvato dalla Commissione. Periodicamente i paesi devono presentare alla Commissione relazioni sull’efficacia dell’attuazione per illustrare i progressi verso gli obiettivi fissati come indicatori di risultato. I piani possono essere aggiornati due volte all’anno. 

Le risorse attivate da Ue e governo ammontano in totale a 36,6 miliardi di euro, invariate rispetto alla precedente programmazione. Per le emergenze, la PAC prevede un fondo da applicare nelle situazioni di crisi che possono derivare dall’impatto di malattie animali, da perturbazioni del mercato, da sfide dovute agli elevati prezzi dell’energia e dei fattori produttivi, ad esempio nel contesto della guerra di aggressione russa, o da eventi meteorologici estremi. 

Il Piano Strategico Nazionale

Le risorse del Psn prevendono 18,14 miliardi di pagamenti diretti, 16,4 miliardi per lo sviluppo rurale (gestiti dalle regioni) e 2 miliardi per lo sviluppo settoriale. 

Per ottenere risorse l’agricoltore dovrà ottemperare a un insieme di condizionalità ambientali e sociali, dalla tutela dell’ecosistema al rispetto delle normative sul lavoro e sulla sicurezza. In caso di violazioni è prevista la perdita dei diritti, mentre con la vecchia Pac veniva comminata solo una multa. 

Per quanto riguarda la dimensione “green”, è stato introdotto l’obbligo di rotazione delle colture, anche se con importanti deroghe per il Mezzogiorno e le aree montane, in virtù delle particolari condizioni di difficoltà. Introdotto anche l’obbligo del 4% di terreni a riposo, per aumentare la biodiversità e migliorare la qualità del suolo. Incentivi sono previsti per l’allevamento “virtuoso” che incrementa il benessere animale, riduce l’utilizzo di antibiotici, assolve all’obbligo di pascolamento. 

Sostegni anche per le coltivazioni che attuano metodi naturali (come l’inerbimento dell’interfila in frutteti, oliveti, vigneti), per l’olivicoltura di qualità o di particolare valore paesaggistico e storico. Per lo stesso motivo vengono introdotte limitazioni all’uso di diserbanti chimici e di altri prodotti fitosanitari.

Il Sostegno ridistributivo al reddito mira ad aiutare le aziende medio piccole e i giovani agricoltori (under 40), che possono ottenere un contributo in base agli ettari di terreno coltivato. Per quanto riguarda i settori, l’Italia ha individuato alcune priorità: dall’ortofrutta all’olivicoltura, dal vitivinicolo alla filiera pataticola. 

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