Sanità e social network: la ricerca di SocialCom presentata all’Aperitivo Digitale “L’Italia della salute”

Aperitivo Digitale

Si è tenuto ieri, presso la CEOForLIFE ClubHouse di Piazza Montecitorio, l’Aperitivo Digitale “L’Italia della salute: dati, percezioni e nuove esigenze”, organizzato da Italiavanti in collaborazione con SocialCom e SocialData. L’incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo sanitario e del giornalismo per discutere di come la salute sia diventata uno dei temi più centrali – e più discussi – nel dibattito pubblico e sui social network.

La ricerca: la sanità batte calcio ed economia

Durante l’evento, Luca Ferlaino, presidente di SocialCom, ha presentato i risultati della ricerca condotta con SocialData. Negli ultimi dodici mesi la sanità ha generato 3,9 milioni di conversazioni e oltre 120 milioni di interazioni sui social, superando perfino il calcio e l’economia per volume di discussione online.
«La sanità è un tema tendenzialmente polarizzante sul web» – ha spiegato Ferlaino – «Gli utenti dei social manifestano grande interesse per il sistema sanitario nazionale, maggiore che per la sanità privata».

Rocca: “Servono tecnologie e buona comunicazione”

Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, ha messo l’accento sull’importanza di valorizzare le professionalità del sistema sanitario pubblico, a partire dalle condizioni di lavoro e dalle infrastrutture tecnologiche: «I bravi professionisti vanno a lavorare anche in provincia, se hanno le migliori tecnologie a disposizione. Vanno messi in condizione di lavorare bene e il nostro dovere è questo. Non si può avere tutto ovunque, ci sono criteri per avere i reparti. In questo serve una migliore comunicazione».

Bellantone: “Serve una rivoluzione educativa e più valore agli infermieri”

Per Rocco Bellantone, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, la vera sfida parte dalla formazione: «La prevenzione e la comunicazione si possono fare esclusivamente in un Paese educato. E l’Italia, sui temi sanitari, non lo è. Bisogna rivoluzionare il sistema scolastico».
Bellantone ha inoltre aggiunto: «Dagli altri Paesi dovremmo copiare il ruolo degli infermieri, che noi usiamo poco e male. Il nostro sistema per ora regge, ma non sappiamo per quanto».

Zaffini: “Il Covid ha incrinato la fiducia nel SSN”

Francesco Zaffini, presidente della Commissione Sanità del Senato, ha ricordato come la pandemia abbia lasciato una traccia profonda: «Il Covid ha aperto scenari inaspettati, un clima di emergenza e di sfiducia montante sul tema dei vaccini e dell’obbligatorietà. È stata una “notte della Repubblica”: nessuno sapeva cosa stava succedendo davvero. La fiducia nel SSN è venuta meno».
Zaffini ha poi sottolineato che «il bisogno di salute è diventato un tema strumentale per la politica, ma le interazioni online dimostrano quanto l’informazione sanitaria si diffonda e coinvolga».

Cerasa: “Meno demagogia, più efficienza”

Claudio Cerasa, direttore de Il Foglio, ha invitato a un cambio di passo: «Si dovrebbe investire più in sanità e meno in demagogia. Manca una parola dal dibattito pubblico: l’efficienza. Riconoscere che c’è un problema, nella sanità, è il primo passo. I difetti del SSN riguardano anche la sua politicizzazione. Un’altra parola da inserire: il merito».

Cappellini: “La politica e i media devono affrontare il tema della paura”

Nel suo intervento, Stefano Cappellini, vicedirettore de La Repubblica, ha analizzato il peso del racconto mediatico della sanità: «L’impatto della malasanità è enorme, specialmente sui social. Prevale la paura, e la politica e i media devono affrontare questo tema».

Un confronto tra istituzioni, media e cittadini

A moderare il dibattito è stata Giancarla Rondelli del Tg1, che ha guidato un confronto fitto tra i relatori, evidenziando la necessità di una comunicazione sanitaria più trasparente e consapevole.
L’incontro ha mostrato come la salute sia ormai un tema identitario per gli italiani: una questione che unisce istituzioni, professionisti e cittadini, dentro e fuori dal web.

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