Sostenibile e hi tech, come cambia il settore del packaging

Riciclabile, compostabile, intelligente, connesso. Il packaging del futuro è già presente. Che sia per adeguarsi alle nuove normative o per rispondere alle esigenze di un mercato sempre più complesso, le confezioni dei prodotti alimentari stanno subendo una profonda trasformazione che accompagna e, a volte, precede, il cambiamento delle intere filiere produttive. Al centro di questa rivoluzione c’è la “Twin Transition”, la doppia transizione verde e digitale. E l’Italia ne è particolarmente investita, dato che vanta una posizione di leadership a livello europeo e non solo.  

Le nuove norme europee

La nuova normativa europea sugli imballaggi è il regolamento 2025/40, esecutivo dal 12 agosto 2026. Esso punta a ridurre i rifiuti, promuovere il riciclo e tagliare gli imballaggi superflui in tutta l’Unione Europea. Secondo il regolamento, gli imballaggi devono essere progettati in modo tale da ridurre al minimo la presenza di sostanze nocive per proteggere la salute umana e l’ambiente. Tutti gli imballaggi devono essere riciclabili, il che significa che devono essere progettati per il riciclaggio dei materiali; poter essere raccolti, selezionati e riciclati su larga scala quando diventano rifiuti: l’obbligo di riciclaggio su larga scala entrerà in vigore nel 2035. Il regolamento istituisce un sistema di classi di prestazione di riciclabilità, applicabile a partire dal 2030, e introduce obblighi più rigorosi in materia di riciclabilità a partire dal 2038. Gli Stati membri devono ridurre progressivamente la quantità di rifiuti di imballaggio generati pro capite, con obiettivi fissati per il 2030, il 2035 e il 2040; garantire infrastrutture adeguate per la raccolta differenziata, la cernita e il riciclaggio di tutti i rifiuti di imballaggio; raggiungere un tasso di riciclaggio del 70 % entro il 2030, con obiettivi specifici per i diversi materiali.

La sostenibilità ambientale non è comunque solo una necessità per ottemperare alla legge, ma una richiesta specifica dei consumatori, sempre più consapevoli e attenti al “green”.

Imballaggi hi-tech

L’altra trasformazione, strettamente intrecciata, è quella digitale e tecnologica. Da un lato i nuovi materiali (lacche, olii essenziali, compositi polimerici di ultima generazione) consentono di conservare più a lungo gli alimenti. Dall’altro ci sono le innovazioni garantite dalla gestione dei dati, dalla blockchain e dall’Intelligenza artificiale. Con il packaging intelligente, oggi basta inquadrare un QR code per seguire tutta la vita di un prodotto, un requisito essenziale per i consumatori ma anche per le imprese, sia nella produzione che nella logistica. E ancora. I materiali biodegradabili intelligenti hanno la capacità di degradarsi nell’ambiente tramite l’azione di microrganismi; le stampanti 3D creano le confezioni ottimizzate (e personalizzate) con modelli digitali elaborati dall’IA; i software di simulazione ambientale valutano l’impatto degli imballaggi lungo tutto il ciclo di vita.

La Packaging Valley italiana

Il valore economico del comparto in Italia è superiore a 38 miliardi di euro tra produzione di imballaggi e macchinari dedicati, con oltre 7.000 imprese attive, più di 110.000 addetti specializzati e un’incidenza sul Pil dell’1,7%, oltre il 3% del fatturato manifatturiero. In particolare il nostro Paese è leader mondiale, insieme alla Germania, nella produzione di macchine automatiche per il confezionamento e l’imballaggio, con una forte vocazione all’export. Un report di Mordor Intelligence prevede che il mercato italiano degli imballaggi crescerà da 3.44 miliardi di dollari nel 2025 a 3.55 miliardi di dollari nel 2026, per poi raggiungere i 4.14 miliardi di dollari entro il 2031, con un tasso di crescita annuo composto del 3.12% nel periodo 2026-2031. 

In particolare la “Packaging Valley” è il distretto industriale d’eccellenza, situato principalmente in Emilia-Romagna, leader mondiale nella progettazione e produzione di macchine automatiche per il confezionamento. Questo polo ad alta tecnologia vanta circa 250 aziende e genera oltre il 62% del fatturato nazionale del settore. Le principali innovazioni della Packaging Valley riguardano i settori alimentare, farmaceutico, cosmetico e del tabacco. Questo territorio ha sviluppato un ecosistema unico al mondo che unisce l’automazione industriale avanzata, l’Internet of Things (IoT) e la sostenibilità dei materiali. Le aziende del distretto investono massicciamente in ricerca e sviluppo per creare macchine intelligenti, in grado di confezionare i prodotti riducendo al minimo gli sprechi energetici e di imballaggio.

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