SOTEU 2025: l’Europa di fronte al suo “autunno della verità”

Oggi, a Strasburgo, Ursula von der Leyen ha pronunciato il suo primo discorso sullo Stato dell’Unione dopo la riconferma alla guida della Commissione. Un intervento lungo, che ha segnato una rottura di tono: “L’Europa è in lotta”, ha detto, per la propria indipendenza, i propri valori e il proprio posto nel mondo.

Il momento dell’indipendenza europea

Il filo conduttore del discorso è stato definito dalla stessa Presidente: questo deve essere il “momento dell’indipendenza europea”. Significa rafforzare la capacità di difesa, controllare tecnologie e fonti energetiche, completare il Mercato unico e decidere senza vincoli esterni le regole della propria democrazia. L’appello è all’unità: tra Stati membri, istituzioni e forze pro-europee, per superare divisioni e lentezze.

Un richiamo che si inserisce in un contesto globale incerto, dove – come ha sottolineato Manfred Weber, leader del PPE intervenuto subito dopo la Presidente Von Der Leyen – l’Unione affronta un vero “autunno della verità”: tre sfide intrecciate di economia, sicurezza e migrazione.

Ucraina e sicurezza europea

La guerra russa in Ucraina resta al centro. Von der Leyen ha ricordato la storia di Sasha, bambino rapito a Mariupol e poi ricongiunto con la nonna Liudmyla: un simbolo della resistenza ucraina. Ha annunciato un Summit internazionale per il ritorno dei bambini deportati e ribadito che la pace dovrà essere “giusta e duratura”.

Sul piano concreto:

  • quasi 170 miliardi di euro già erogati in aiuti, con l’impegno a fare di più;
  • un Prestito per le riparazioni finanziato con i saldi di cassa dei beni russi congelati;
  • la creazione di una Drone Alliance con Kiev, sostenuta da 6 miliardi di euro anticipati;
  • la tabella di marcia Readiness 2030, fino a 800 miliardi per la difesa europea.

La NATO resta “essenziale”, ma solo una postura di difesa europea forte e credibile può garantire la sicurezza del continente.

Gaza e Medio Oriente

Von der Leyen ha definito inaccettabile l’uso della carestia come arma di guerra e ha chiesto un cessate il fuoco immediato. Ha annunciato:

  • sospensione dei fondi bilaterali a Israele (salvaguardando società civile e memoria dell’Olocausto);
  • proposte di sanzioni contro ministri estremisti e coloni violenti;
  • istituzione di un Palestine Donor Group per la ricostruzione di Gaza.

L’obiettivo politico resta la soluzione a due Stati: un Israele sicuro e un’Autorità Palestinese vitale, senza Hamas.

Economia e competitività

La Presidente ha difeso l’accordo commerciale con gli Stati Uniti come “il migliore possibile”, pur in un contesto di diffusa percezione di squilibrio. Ha promesso una Single Market Roadmap to 2028, con attenzione a capitali, energia e telecomunicazioni.

Sul fronte industriale e tecnologico:

  • Scaleup Europe Fund per le startup;
  • investimenti in AI gigafactories e clean tech;
  • un Battery Booster da 1,8 miliardi;
  • criteri “Made in Europe” negli appalti pubblici.

La traiettoria è chiara: ridurre dipendenze strategiche e difendere la competitività interna.

Migrazione e coesione interna

La gestione dei flussi migratori è stata riportata in primo piano. Von der Leyen ha chiesto di accelerare sul Sistema Comune Europeo di Rimpatri e di attuare rapidamente il Patto migrazione e asilo. Previsti più fondi per il controllo delle frontiere e nuove sanzioni mirate contro i trafficanti, colpendo beni e reti finanziarie.

Un segnale che la migrazione non è più un tema marginale, ma una delle prove decisive della capacità dell’Unione di agire insieme.

Diritti, società e qualità della vita

La Commissione lancerà un Quality Jobs Act per modernizzare l’occupazione e una Strategia anti-povertà con obiettivo 2050. Annunciati interventi su:

  • Energia (nuove infrastrutture e “Energy Highways”),
  • Abitazioni (Affordable Housing Plan),
  • Automotive (iniziativa “Small Affordable Cars”),
  • Cibo (campagna “Buy European Food”).

Sul fronte democratico, un European Democracy Shield e un Centro per la resilienza democratica per contrastare la disinformazione, oltre a fondi per media indipendenti. Von der Leyen ha affrontato anche il tema della sicurezza online dei minori, con l’idea di un panel di esperti europei a tutela delle famiglie.

Un’Unione alla prova dei fatti

Dalla pandemia al Green Deal, dall’Ucraina al commercio con gli USA, le tappe dei discorsi sullo Stato dell’Unione hanno tracciato l’evoluzione della narrativa europea. Il 2025 segna la sintesi: un’Europa che deve crescere e dimostrare di saper agire.

Von der Leyen ha chiuso con un appello che è anche un monito: “Lunga vita all’Europa”. Una dichiarazione che suona come promessa, ma che resterà credibile solo se accompagnata da decisioni rapide e da un’unità che, finora, è rimasta spesso incompiuta.

Condividi

Scopri il nuovo podcast
"Faccia a Faccia"

Fabio Salamida e Francesco Giubilei si confrontano ogni settimana sui temi più caldi dell’attualità italiana ed europea.