Critiche bipartisan alla proposta, sotto accusa Fondo Pac-Coesione
La fronda della “maggioranza Ursula”
Dopo mesi di litigi e divisioni, la cosiddetta “maggioranza Ursula” si ricompatta… contro Ursula. Non era mai successo, ma il Parlamento europeo si è pressoché unanimemente schierato contro la Commissione europea su uno dei dossier più importanti, se non il più importante, di questa legislatura: la proposta sul nuovo Quadro di bilancio comunitario pluriennale 2028-2034 (Qfp) da circa 2.000 miliardi di euro. A guidare la protesta, paradossalmente, sono stati proprio i quattro gruppi politici che sostengono Ursula von der Leyen: Popolari (Ppe), Socialisti (S&D), Liberali (Renew) e Verdi (appoggio esterno).
Una lettera di fuoco alla Commissione
I presidenti dei quattro gruppi – Manfred Weber per il Ppe, Iratxe García Pérez per i Socialisti, Valérie Hayer per i Liberali e i co-presidenti Terry Reintke e Bas Eickhout per i Verdi – hanno inviato una lettera a von der Leyen definendo “inaccettabile” la centralizzazione della gestione dei fondi della Politica agricola comune (Pac) e della Politica di coesione in un unico Fondo nazionale per Stato membro. Un’impostazione che, avvertono, «il Parlamento europeo non può accettare come base per l’avvio dei negoziati». In sostanza, un ultimatum: la Commissione dovrà rivedere radicalmente la proposta prima di aprire le trattative, previste tra 2026 e 2027.
Il nodo del Fondo unico e del modello Pnrr
La Commissione difende la ristrutturazione del bilancio come una misura di “razionalizzazione” e “semplificazione”. Ma i gruppi chiedono di mantenere distinti i fondi Pac e Coesione, preservando la struttura attuale e il ruolo delle regioni e delle autorità locali. Chiedono inoltre un maggiore coinvolgimento del Parlamento nell’approvazione dei piani nazionali e una condizionalità più stringente sul rispetto dello stato di diritto.
Nel mirino anche il “modello Pnrr” (soldi in cambio di riforme e obiettivi raggiunti): per gli eurodeputati, le riforme devono essere legate direttamente agli investimenti, e non condizionarli a livello locale.
Anche i Conservatori si uniscono alla protesta
Le stesse rivendicazioni sono state espresse anche dai Conservatori di Ecr, la famiglia politica europea di Fratelli d’Italia. Nella loro lettera, definiscono l’idea di un Fondo unico Coesione-Pac “un errore che minerebbe l’equilibrio territoriale e l’ampio sostegno al progetto europeo”. I fondi per agricoltura, coesione, pesca, affari marittimi, misure sociali e sicurezza interna – si legge nel documento – “devono restare strumenti distinti, ciascuno con una propria dotazione e norme specifiche”.
L’imbarazzo della Commissione e gli scenari futuri
Di fronte a un fronte così compatto, la Commissione ha reagito con cautela. «Siamo pienamente aperti a un impegno costruttivo per far avanzare il processo di definizione del prossimo quadro finanziario pluriennale», ha dichiarato il portavoce per il Bilancio, Balazs Ujvari. Ma è evidente che, Germania a parte, le critiche al nuovo impianto del bilancio sono pressoché unanimi. Qualche concessione, insomma, von der Leyen sarà costretta a farla.





