Non bastava Donald Trump: una nuova stangata proibizionistica arriva dalla Cina e colpisce i prodotti europei e italiani. Pechino ha annunciato l’imposizione di dazi fino al 42,7% sui prodotti lattiero-caseari – tra cui latte e formaggio – dell’Unione europea e dell’Italia. Le nuove tariffe sono in vigore da martedì 23 dicembre. La decisione è stata presa sulla base dei risultati preliminari di un’indagine avviata dal Ministero del Commercio in seguito alla ‘guerra’ commerciale tra la Cina e l’Ue che ha deciso dazi fino al 45,3 per cento sui veicoli elettrici prodotti nel Paese asiatico.
Le motivazioni della decisione
L’indagine ha messo sotto la lente la Politica agricola comune (Pac) e le politiche degli stati membri verso gli agricoltori e allevatori. Secondo il governo cinese, le sovvenzioni erogate avrebbero “distorto” la concorrenza del mercato cinese causando un “pregiudizio materiale” al settore lattiero-caseario. Uno ‘sconto’ è stato accordato a quei produttori che hanno collaborato all’indagine, consegnando documentazione e accettando verifiche. Per loro è stato deciso un dazio del 28,6%. Un’altra indagine, ma sulla carne di maiale europea, si era conclusa a metà dicembre, con l’approvazione di dazi fino al 19,8%.
La risposta dell’Ue
Bruxelles rimanda al mittente le accuse cinesi ed esprime “preoccupazione”. La Commissione, ha spiegato il portavoce per il Commercio Olof Gill, “ritiene che l’inchiesta si basi su accuse discutibili e prove insufficienti e che le misure siano pertanto ingiustificate e immotivate. La Commissione sta ora esaminando la decisione preliminare e presenterà le sue osservazioni alle autorità cinesi. Il termine per la conclusione dell’inchiesta e l’eventuale imposizione di misure definitive è il 21 febbraio del prossimo anno. La Commissione valuterà tutte le informazioni disponibili in base alla conformità alle norme dell’Organizzazione mondiale del Commercio Stiamo facendo tutto il necessario per difendere gli agricoltori e gli esportatori dell’Ue, nonché la Politica agricola comune, dall’uso scorretto da parte della Cina di strumenti di difesa commerciale. La Commissione ha già preso provvedimenti presso l’Organizzazione mondiale del Commercio contro l’avvio di questa indagine sui prodotti lattiero-caseari da parte della Cina. Come sempre, la Commissione adotterà tutte le misure necessarie per difendere i diritti dei produttori europei”.
La preoccupazione dei produttori
La notizia dei dazi cinesi, naturalmente, crea preoccupazione nel settore, già duramente colpito dai dazi Usa. Secondo Confagricoltura si tratta di tariffe “inaccettabili” e “incomprensibili” che rischiano “di portare una maggiore quantità di prodotti sul mercato interno, con una possibile compressione dei margini per le imprese. Effetti negativi potrebbero esserci anche sul trend di crescita, che l’export italiano in Cina di latte e derivati ha registrato quest’anno”, +34% in quantità e +12% in valore.
Il valore dell’export di formaggi italiani in Cina è triplicato negli ultimi 5 anni e le vendite hanno raggiunto nel 2024 un valore di 71 milioni di euro, con un aumento del 207% rispetto al 2020. Numeri ancora limitati ma che mostrano un trend positivo. I formaggi sono il secondo prodotto agroalimentare italiano esportato in Cina dopo il vino, con l’export di cibo tricolore che ha superato nel 2024 i 600 milioni di euro in valore.
“La mossa di Pechino – affermano Coldiretti e Filiera Italia – rischia di pesare sulle potenzialità di crescita del settore sul mercato asiatico, ennesimo episodio di una guerra commerciale che sta danneggiando il settore agroalimentare. Il percorso di crescita degli ultimi anni evidenzia le potenzialità del mercato cinese, che non è autosufficiente dal punto di vista del lattiero caseario e che sembra sempre più interessato al segmento dell’alta qualità, a partire dai formaggi freschi, dove il Made in Italy può essere protagonista”.





