Solo da Internazionali impatto di un miliardo. In attesa del torneo su erba
Sinner in testa, ma anche Musetti, Berrettini, Jasmine Paolini: i campioni Made in Italy della racchetta fanno gioire i tifosi, ma sono anche alla base del boom della “tennis economy”. Nel 2025, il tennis ha generato nel Paese un impatto economico complessivo di circa 8,1 miliardi di euro. Merito dei “big” naturalmente, ma anche di un vero e proprio esercito di praticanti, cresciuti di quasi il 300%, considerando anche il padel.
I numeri del movimento
Secondo i dati del report della Federazione italiana tennis padel (Fitp) in Italia ci sono 6,5 milioni di praticanti e 18,3 milioni di appassionati. Il tennis è il secondo sport più seguito d’Italia con un +86% dal 2016 che ha portato al sorpasso (è il caso di dirlo) sulla Formula 1. Per la prima volta, nel 2024 la Federazione Italiana Tennis e Padel ha registrato un numero di tesserati superiore al milione, 1.151.769 (+266% dal 2020). In Italia si contano 4.096 circoli affiliati (+29,3% negli ultimi cinque anni): 1.834 al Nord, 1.106 al Centro, 1.156 al Sud, per un totale di 9.323 campi da tennis e 4.982 da padel. Club e circoli affiliati hanno ospitato 6.352 tornei agonistici di tennis cui vanno aggiunte le competizioni non agonistiche, compresi i 4952 eventi del FITP Junior Program. Si calcola che l’effetto Sinner abbia portato all’acquisto di 200.000 racchette e 8,6 milioni di palline.
L’impatto economico del tennis
Dal punto di vista economico il tennis e il padel in Italia producono 1,2 miliardi di entrate fiscali per lo Stato e hanno un impatto combinato di 8,1 miliardi di euro. Una cifra che comprende 4,2 miliardi di impatto diretto (insieme degli acquisti per beni e servizi all’interno del settore); 1,6 miliardi di impatto indiretto (ovvero sulla catena di fornitura degli acquisti sostenuti nel settore); 2,3 di impatto indotto (spesa derivante dal maggior reddito dei lavoratori impiegati direttamente e indirettamente nel settore). La metà di questi 8,1 miliardi (6,6 dei quali derivante dal tennis, il restante 1,5 dal padel) si può attribuire ai servizi professionali e alle infrastrutture sportive. Molto importante l’effetto “leva”: per ogni euro investito per la realizzazione delle attività inerenti al tennis, la società nella sua più ampia definizione beneficia di 4,6 euro. Il tennis all’aperto, in particolare, risulta la disciplina con il più alto valore sociale in Italia. Tale valore si misura attraverso il Social Return on Investment (SROI), calcolato come rapporto tra il valore attuale netto dei benefici sociali e il valore attuale netto dei costi sostenuti. Per il tennis all’aperto questo valore è di 5.3.
L’importanza dei grandi eventi
I grandi appuntamenti – Internazionali d’Italia a Roma e Nitto Atp Finals a Torino – naturalmente sono il momento principale dell’annata tennistica e un’eccezionale opportunità economica. Gli Internazionali a Roma, infatti, quest’anno dovrebbero chiudere l’edizione con circa 400 mila presenze e un impatto economico sul territorio di un miliardo. Secondo Confcommercio Roma, solamente per il comparto terziario si parla di circa 200 milioni di euro in due settimane con un ritorno di 7,2 euro per ogni euro investito. E l’obiettivo dichiarato dal presidente della Fitp Angelo Binaghi è di fare del torneo sul rosso italiano il “quinto slam”, contando anche su un impianto ampliato e modernizzato che dovrebbe essere pronto entro il 2028.
Discorso simile vale per le Nitto Atp Finals a Torino che nel 2025 hanno registrato quasi 230 mila presenze, un impatto economico di oltre 600 milioni di euro con un gettito fiscale che sfiora i 100 milioni di euro a fronte di un contributo statale alla manifestazione di 13,7 milioni.
Il tutto in attesa di una nuova affascinante sfida: un torneo Atp 250 sull’erba – la superficie più iconica del tennis – che debutterà dal 2028. La Federazione, infatti, ha acquisito la licenza che era di proprietà di Bruxelles. Il torneo si svolgerà nel mese di giugno – in una località ancora da definire – all’avvio della stagione europea su erba, rappresentando un passaggio strategico nella preparazione dei migliori giocatori in vista di Wimbledon. “L’erba – ha sottolineato Binaghi – rappresenta una sfida affascinante e altamente formativa, che arricchisce il percorso tecnico dei nostri giocatori e rende l’offerta italiana ancora più completa e competitiva a livello internazionale”.





