Transizione 5.0 parte lento, in arrivo semplificazioni per Pmi

Novità in arrivo, con semplificazioni in particolare per le Pmi, per il programma Transizione 5.0, lanciato dal governo per supportare le aziende nel processo di transizione digitale ed ecologica. 

Cos’è Transizione 5.0

E’ il programma del governo (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) pensato per supportare le imprese, e in particolare le piccole e medie, nella transizione ecologica e digitale. E’ sostanzialmente la prosecuzione del precedente piano Industria 4.0, che ha avuto un notevole successo. Se Impresa 4.0 era pensato soprattutto per le innovazioni di prodotto, Transizione 5.0 è indirizzato alle innovazioni di processo, per accompagnare le imprese nelle novità della cosiddetta “economia del dato”. Le risorse previste – provenienti da Pnrr e RepowerEU – ammontano a 6,3 miliardi di euro. 

Semplificazioni in vista

Transizione 5.0 è partita un po’ a rilento, rispetto alle tantissime richieste che aveva avuto Industria 4.0, e infatti il Mimit sta pensando a valutare dei correttivi. “Il programma Transizione 5.0 sconta una certa complicazione e un ritardo, saranno necessarie ulteriori semplificazioni”, ha spiegato il vice ministro Valentino Valentini. “Sicuramente – ha aggiunto – dobbiamo operare una semplificazione per far sì che il tiraggio delle risorse sia più forte, dobbiamo aiutare le aziende con delle consulenze specifiche e magari anche adottare una strategica “push”, andando nelle aziende a spiegare cos’è il 5.0″. Questo vale in particolare per le Pmi, che hanno strutture amministrative spesso non adeguate per gestire progetti di grandi dimensioni. 

Cosa prevede Transizione 5.0

Il programma prevede un credito d’imposta per le imprese che effettuano nuovi investimenti dal primo gennaio 2024 e fino al 31 dicembre 2025 nell’ambito di progetti di innovazione che comportano una riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva non inferiore al 3%, o, in alternativa, una riduzione dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento non inferiore al 5%. Gli investimenti possono riguardare i software, i sistemi, le piattaforme o le applicazioni per l’intelligenza degli impianti che garantiscono il monitoraggio continuo e la visualizzazione dei consumi energetici e dell’energia autoprodotta e autoconsumata, o introducono meccanismi di efficienza energetica, attraverso la raccolta e l’elaborazione dei dati anche provenienti dalla sensoristica IoT di campo (Energy Dashboarding); i software relativi alla gestione di impresa. Previste le agevolazioni anche per i beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, a eccezione delle biomasse, compresi gli impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta e le spese per la formazione del personale nell’ambito di competenze utili alla transizione dei processi produttivi (nel limite del 10% degli investimenti effettuati nei beni strumentali e nel limite massimo di 300 mila euro). L’ammontare del credito d’imposta varia in relazione alla quota d’investimento e alla riduzione dei consumi.

Come presentare le domande

Possono beneficiare del contributo tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato e le stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti, a prescindere dalla forma giuridica, dal settore economico, dalla dimensione e dal regime fiscale adottato per la determinazione del reddito d’impresa.

Le richieste per il riconoscimento del credito d’imposta Transizione 5.0 possono essere presentate esclusivamente tramite il portale informatico Transizione 5.0 (sezione Misure PNRR), accedendo con SPID all’Area Clienti del GSE. Per la prenotazione del credito d’imposta l’impresa deve trasmette la comunicazione preventiva indicando il soggetto beneficiario; il progetto di innovazione; gli investimenti agevolabili e il relativo ammontare; l’importo del credito d’imposta potenzialmente spettante; l’impegno a garantire il rispetto degli obblighi PNRR.

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