Donald Trump innesta la marcia indietro sui dazi ma per l’Italia, al momento, cambia poco se non nulla. Il presidente Usa ha deciso di cancellare i dazi che aveva imposto su diversi prodotti alimentari, ufficialmente perché non ne producono a sufficienza ma probabilmente anche per i malumori dei cittadini per l’aumento dei prezzi. Tra i beni che sono nuovamente esenti dalle tariffe ci sono più di cento prodotti, tra cui caffè, tè, banane, pomodori, pinoli, vari frutti esotici, ma anche carne di manzo. In totale, sono oltre cento prodotti.
Cosa cambia per l’Italia
Praticamente nulla. Tra i prodotti esclusi dai dazi, infatti, praticamente nessuno proviene dall’Italia che ha invece ancora aperte importanti partite come quelle sulla pasta (con rischio di dazi al 107%) e sul vino. “Come ho avuto modo di ribadire nel recente incontro con il Commissario Sefcovic – afferma il presidente di Coldiretti Ettore Prandini – l’Europa non può rinunciare a tutelare le proprie filiere, e la discussione va riaperta prima che l’impatto dei dazi comprometta in modo pesante e duraturo le nostre imprese in un mercato come quello americano che ci sono voluti anni per consolidarlo”. Coldiretti e Filiera Italia ribadiscono l’urgenza di evitare l’introduzione del dazio del 107% sulla pasta, che rappresenterebbe un colpo mortale per uno dei simboli del nostro export negli Usa, e di ottenere la cancellazione dei dazi su vino, olio extravergine e pecorino, oggi tra i prodotti italiani più penalizzati e a rischio di perdere quote rilevanti di mercato. “Non possiamo continuare ad accettare decisioni unilaterali di questo tipo – dichiara Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia – e continueremo a insistere affinché questo primo elenco venga rivisto”. “A queste considerazioni – dichiara il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo – si aggiungono le forti preoccupazioni che si hanno relativamente all’oro depositato a Fort Knox dai paesi europei tra cui l’Italia. Riteniamo sia necessario riportare l’oro nel nostro Paese”.
Grande attesa per la Corte suprema
Tutta la questione dazi, però, potrebbe cambiare per mano della Corte suprema Usa, che sarà chiamata a esprimersi sulla legittimità dell’iniziativa di Trump. Il tycoon aveva giustificato l’imposizione delle nuove tariffe parlando di “emergenze nazionali” per l’importazione clandestina di Fentanyl dalla Cina e dal Messico (attraverso, tra gli altri, il Canada) e il disavanzo commerciale tra gli USA e decine di paesi terzi. La Corte ha però già mostrato molti dubbi su questa spiegazione stabilendo intanto l’intenzione di decidere con una procedura di urgenza. Il punto è capire se l’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) del 1977 possa permettere al potere esecutivo di bypassare il Congresso ed imporre dazi doganali punitivi, considerati prerogativa del potere legislativo. Se la Corte Suprema bocciasse l’iniziativa di Trump, i dazi verrebbero a decadere e l’amministrazione Usa sarebbe probabilmente costretta a restituire miliardi di dollari.





