UE: lo scudo europeo contro l’eccesso di import cinese

import cinese

Arriva lo “scudo” europeo contro l’eccesso di importazioni (soprattutto dalla Cina) che potrebbe essere una conseguenza dei dazi americani. Con le nuove tariffe decise da Donald Trump nei confronti dei prodotti di Pechino, infatti, questi sono o potrebbero essere “dirottati” verso l’Europa, creando “improvvisi e potenzialmente destabilizzanti picchi di importazioni” a danno delle aziende. 

La richiesta del governo italiano

Proprio il governo italiano, con il ministro Adolfo Urso, aveva chiesto l’intervento di Bruxelles per attivare “misure di salvaguardia” a tutela delle produzioni del continente. “La sovrapproduzione – aveva spiegato il ministro già ad aprile – arriverà come un’invasione, come maremoto provocato da un sisma, come un’ondata nel mercato europeo spazzando via la nostra impresa”. Del resto il rischio è particolarmente forte per il Made in Italy. Già adesso l’Italia importa ogni anno dalla Cina merci per circa 50 miliardi di euro e l’effetto dazi è già stato sperimentato: con quelli del 2018, ricorda il direttore dell’Ufficio studi di Confcommercio Mariano Bella, “c’è stata una diversione dei flussi verso l’Europa: si sono ridotte le esportazioni cinesi negli Usa e sono moderatamente aumentate verso l’Ue. Ora i dazi sono molto superiori, nell’ipotesi in cui questa guerra commerciale vada avanti in questi termini, dobbiamo prepararci ad assorbire una quantità superiore di prodotti cinesi”. Con un danno potenzialmente gravissimo per le nostre produzioni di qualità.

Cosa prevede il sistema di protezione europeo

Per questo la Commissione ha istituito un nuovo strumento di sorveglianza che mira a prevenire la deviazione dannosa degli scambi. Fornendo informazioni basate sui dati doganali, lo strumento di sorveglianza  consentirà alla Commissione di individuare rapidamente tali picchi di importazioni e di adottare misure tempestive ed efficaci per proteggere il mercato dell’Ue da impatti negativi. Per rafforzare ulteriormente questa iniziativa, la Commissione ha invitato i produttori, le associazioni di settore e gli Stati membri dell’UE a esaminare le tendenze delle importazioni disponibili sul sito web dello strumento e a fornire ulteriori informazioni di mercato e dati sulla situazione economica del settore. Ciò aiuterà ulteriormente la Commissione a individuare prodotti specifici che potrebbero essere a rischio a causa di significativi aumenti delle importazioni.

La task force 

L’esecutivo comunitario ha anche istituito una task force per la sorveglianza delle importazioni per fornire informazioni tempestive a supporto del processo decisionale della Commissione. Concentrandosi sul periodo dal 1° gennaio 2025, la task force continuerà a monitorare le importazioni e altri indicatori su base continuativa, pubblicandone regolarmente i risultati online. “Le recenti turbolenze nel sistema commerciale globale – ha spiegato Maroš Šefčovič, Commissario per il Commercio e la Sicurezza Economica – hanno aumentato il rischio di dannose deviazioni degli scambi: prodotti deviati da mercati con tariffe elevate potrebbero raggiungere l’Europa, motivo per cui la Commissione sta adottando misure energiche. Siamo il mercato più aperto al mondo, un’enorme fonte di prosperità per i nostri cittadini e le nostre imprese, e non permetteremo che misure commerciali illegali e unilaterali danneggino questo punto di forza fondamentale”. 

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