Un superyacht su due venduto nel mondo nasce in Italia. A certificare la leadership della cantieristica Made in Italy sono i dati di Confindustria Nautica. In realtà non è una notizia: da decenni le imbarcazioni di lusso italiane sono le più apprezzate del mondo, grazie a un mix vincente di artigianalità, design d’eccellenza e innovazione tecnologica.
Superyacht Made in Italy, primato globale
Secondo Confindustria Nautica attualmente nei cantieri del Bel Paese ci sono 572 yacht oltre i 24 metri in costruzione su un totale di 1.138. A livello mondiale la quota italiana è del 50,3%. A trainare tutto il comparto sono i quattro “campioni” degli yacht Made in Italy: Azimut-Benetti, Sanlorenzo, Ferretti e The Italian Sea Group.
Anche il 2024, secondo il preconsuntivo dell’associazione, ha mostrato una chiusura positiva rispetto all’anno precedente per il 75% del campione e stabile per il restante 25%. Gli ordini hanno mostrato una lieve flessione, anche se per il 2025 due terzi delle aziende prevedono una crescita del volume di affari, che resterà stabile per la restante parte delle imprese. Restano i timori per la possibile guerra commerciale tra Usa e Ue: gli Stati Uniti assorbono circa il 20% delle vendite, per un valore di 800 milioni di euro. Il “sentiment” resta comunque positivo, per un comparto che nel “Libro Verde made in Italy 2030” del Ministero delle Imprese e del made in Italy è stato inserito al fianco delle storiche 4A (abbigliamento, alimentare, arredamento, automazione) tra i pilastri dell’industria italiana.
Secondo la società di consulenza Bain & Company nuove tendenze, come gli yacht a propulsione green e solare, potrebbero ridefinire il mercato e favorire sia il consolidamento dei player affermati sia l’ingresso di nuove realtà emergenti in un settore in evoluzione con margini in crescita.
I numeri del settore
Nel 2023, ultimo dato stabile, il fatturato del comparto ha raggiunto il massimo storico di 8,33 miliardi di euro, 1 miliardo in più rispetto al 2022. L’incremento, pari al 13,6%, fa seguito alla già consistente crescita del 20% messa a segno nel 2022. A tirare il settore è soprattutto l’export: i dati registrano un tasso di esportazione del 90%, per un valore di 4,23 miliardi di euro. In crescita anche il numero degli addetti effettivi che, nel 2023, sono saliti a 30.690, con una significativa crescita del 7% circa.
Per quanto riguarda le aree geografiche i principali siti produttivi rimangono, nell’ordine, i distretti Viareggio-Pisa, Rimini-Forlì, La Spezia, Massa Genova, Napoli, Pesaro-Urbino, Ancona, Milano-Bergamo, Torino, Gorizia-Trieste, quindi con un certo bilanciamento fra est e ovest della Penisola, ma con una netta prevalenza del Centro-Nord. Sono queste anche le aree dove si concentrano maggiormente i fabbisogni lavorativi evidenziati dalle imprese.
Peraltro oltre al giro d’affari diretto della cantieristica, la filiera della nautica è molto lunga (componentistica, arredo, motoristica, per esempio) e include anche i porti turistici (con ormeggi in crescita del 2%, secondo Assomarinas) e le attività legate al turismo, come il noleggio o la pesca-turismo,
Appuntamento al Salone Nautico di Genova
Per tutti gli operatori del settore, naturalmente, il “must to be” è il Salone Nautico di Genova, in programma dal 18 al 23 settembre prossimi. L’anno scorso la fiera ha visto oltre 120 mila visitatori (+2,19% rispetto al 2023), 1.052 brand esposti e 1.030 imbarcazioni in mostra su una superficie espositiva complessiva di 220mila metri quadrati tra terra e acqua.





