Unesco conferma l’eccellenza della cucina italiana: è patrimonio dell’umanità

Cucina Italiana UNESCO

La cucina italiana è patrimonio Unesco dell’umanità. Lo ha deciso il Comitato intergovernativo dell’organizzazione Onu riunito il 10 dicembre a Nuova Delhi, che l’ha iscritta tra i beni non tangibili da tutelare. La notizia è stata celebrata il giorno stesso a Roma con un evento al Colosseo – uno dei “simboli” dell’Unesco – per l’occasione illuminato con il tricolore e la scritta “La cucina italiana patrimonio dell’umanità”. Ad accendere l’illuminazione la premier Giorgia Meloni, insieme ai ministri Francesco Lollobrigida e Alessandro Giuli.

Le motivazioni della decisione

Il dossier italiano era tra i 60 presentati da un totale di 56 Paesi. L’Unesco sottolinea come il cucinare all’italiana “favorisce l’inclusione sociale, promuovendo il benessere e offrendo un canale per l’apprendimento intergenerazionale permanente, rafforzando i legami, incoraggiando la condivisione e promuovendo il senso di appartenenza”. Il cucinare è per gli italiani, “un’attività comunitaria che enfatizza l’intimità con il cibo, il rispetto per gli ingredienti e i momenti condivisi attorno alla tavola. La pratica è radicata nelle ricette anti-spreco e nella trasmissione di sapori, abilità e ricordi attraverso le generazioni. Essendo una pratica multigenerazionale, con ruoli perfettamente intercambiabili, la cucina svolge una funzione inclusiva, consentendo a tutti di godere di un’esperienza individuale, collettiva e continuo di scambio, superando tutte le barriere interculturali e intergenerazionali”.

Con l’iscrizione della cucina italiana come patrimonio dell’Unesco, l’Italia conquista il record mondiale di riconoscimenti nel settore agro-alimentare in proporzione al numero dei riconoscimenti complessivi ottenuti. Delle 21 tradizioni iscritte nella Lista dei patrimoni culturali immateriali, 9 sono infatti riconducibili all’agroalimentare. Tra questi l’arte dei pizzaioli napoletani, la dieta mediterranea, la transumanza.

Cosa comporta il riconoscimento

Il registro del patrimonio immateriale Unesco tutela le tradizioni vive di un territorio: espressioni orali, incluso il linguaggio, arti dello spettacolo, pratiche sociali, riti e feste, conoscenza e pratiche concernenti la natura e l’universo, artigianato tradizionale. Questo patrimonio culturale immateriale è fondamentale nel mantenimento della diversità culturale di fronte alla globalizzazione. La sua comprensione aiuta il dialogo interculturale e incoraggia il rispetto reciproco dei diversi modi di vivere. La sua importanza non risiede tanto nella manifestazione culturale in sé, bensì nella ricchezza di conoscenza e competenze che vengono trasmesse da una generazione all’altra. Essere inseriti nel patrimonio Unesco permette di far parte ed usufruire di una serie di iniziative per l’identificazione, la documentazione, la preservazione, la protezione, la promozione e la valorizzazione del bene culturale immateriale. Un passo importante per un settore che vale 600 miliardi di euro e garantisce 4 milioni di occupati e che è uno dei principali, se non il principale, ambasciatore del Made in Italy nel mondo.

Da Mattarella a Meloni: grande successo

La decisione ha, naturalmente, creato grande entusiasmo, sia a livello politico che del settore. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso “il proprio compiacimento per un successo che rafforza il prestigio italiano nel mondo”.

“Siamo i primi al mondo ad ottenere questo riconoscimento, che onora quello che siamo e la nostra identità. Perché per noi italiani la cucina non è solo cibo o un insieme di ricette. È molto di più: è cultura, tradizione, lavoro, ricchezza – ha commentato in un video Meloni -. La nostra cucina nasce da filiere agricole che coniugano qualità e sostenibilità. Custodisce un patrimonio millenario che si tramanda di generazione in generazione. Cresce nell’eccellenza dei nostri produttori e si trasforma in capolavoro nella maestria dei nostri cuochi. E viene presentata dai nostri ristoratori con le loro straordinarie squadre. È un primato che ci inorgoglisce, e ci consegna uno strumento formidabile per valorizzare ancor di più i nostri prodotti e proteggerli con maggiore efficacia da imitazioni e concorrenza sleale. Già oggi esportiamo 70 miliardi di euro di agroalimentare, e siamo la prima economia in Europa per valore aggiunto dell’agricoltura. Questo riconoscimento imprimerà al Sistema Italia un impulso decisivo per raggiungere nuovi traguardi”.

“Un riconoscimento che affonda le sue radici nella tradizione culinaria delle campagne e nella ricchezza dei mille piatti regionali”, sottolineano Coldiretti e Campagna Amica mentre la Federazione pubblici esercizi Fipe celebra “un traguardo di cui esser fieri perché è l’affermazione globale della cucina italiana come custode di un modello universale di convivialità, identità e consapevolezza civile”. Soddisfatto anche Massimo Bottura, uno degli chef più conosciuti al mondo: “La cucina italiana è amata in tutto il mondo. Alla fine noi siamo delle piccole botteghe rinascimentali che facciamo cultura, facciamo formazione, turismo”.

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